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Saddam in cella nella cantina del suo palazzo

WASHINGTON - Nove mesi dopo la sua cattura, l'ex dittatore iracheno Saddam Hussein continua a vivere in uno dei suoi palazzi presidenziali, nei pressi di Baghdad.
L'unica differenza rispetto ai tempi d'oro è che Saddam non può fruire degli ampi saloni del palazzo o fare un bagno nella grande piscina, perchè è confinato in una cella di 12 metri quadrati, decisamente spartana, ricavata in una delle cantine.
Ne parla oggi il New York Times, spiegando come l'ex rais passa le sue giornate in attesa del processo, che il premier iracheno Iyad Allawi vorrebbe far iniziare il più presto possibile, prima delle elezioni americane del 2 novembre.
Una decisione che non sembra affatto casuale (potrebbe togliere voti all'avversario del presidente George W. Bush, il senatore del Massachusetts John Kerry), ma sulla quale il Nyt esprime profondo scetticismo, perchè l'istruttoria è destinata a durare più a lungo.
SANDALI IN PLASTICA E GELLABA - Saddam passa le sue giornata vestito con la tradizionale gellaba, con ai piedi una paio di sandali di plastica. Mangia le stesse razioni dei militari americani ed è autorizzato a fare tre ore di passeggiata nel cortile accanto alla cella.
Cella che ha lasciato - a bordo di un elicottero militare americano - soltanto per subire una serie di test medici (ma non una biopsia, che ha rifiutato), visto che la sua prostata, ingrossata, potrebbe contenere cellule cancerogene.
L'ex rais avrebbe addirittura aiutato un giovane medico americano ad effettuargli un prelievo sanguigno e si sarebbe poi rivolto a lui, in inglese, notando che «forse avrei dovuto diventare medico, non un uomo politico».
Nella sua cella Saddam ha a disposizione un giaciglio, una piccola scrivania con sedia, acqua minerale e ghiaccio, un tappetino per pregare, oltre a 170 libri che gli sono stati forniti dalla Croce Rossa internazionale.
L'ex dittatore, che non ha contatti con nessuno dei suoi ex collaboratori incarcerati, legge, legge molto. Con sul naso un paio di occhialetti dalle lenti spesse, Saddam divora testi in arabo, tra cui testi antichi, di un migliaio di anni fa, quando Baghdad era la capitale del mondo islamico.
Diverso il caso dei suoi collaboratori incarcerati, che possono vedersi e giocare a carte insieme, continuando a chiamarsi «ministro» tra di loro, come se nulla fosse cambiato.
Saddam ha subito ore di interrogatorio, rifiutando di riconoscere un qualunque errore da parte sua, e senza nessun rimorso per le centinaia di migliaia di persone uccise sotto i suoi 24 anni di potere.
L'ex rais insiste ogni volta sul fatto che aveva il potere legale di farlo (e che le vittime erano tutti traditori) e di essere ancora presidente in base alla costituzione irachena.
PRESTO IL PROCESSO, MA SENZA CHALABI - Il processo a Saddam Hussein potrebbe cominciare in ottobre e non dovrebbe durare a lungo: è il giudizio del primo ministro iracheno Iyad Allawi, intervistato dalla tv Abc negli Usa, dove incontrerà nei prossimi giorni George W.Bush e parteciperà poi ai lavori dell'Onu, mentre oggi era a Londra del premier britannico Tony Blair.
«In linea di massima, penso sarà in ottobre», ha detto Allawi in risposta a una domanda sul processo, aggiungendo che sarà un procedimento «molto trasparente e giusto e non richiederà molto tempo, perchè le prove contro di lui sono schiaccianti».
Al New York Times, che lo ha intervistato nei giorni scorsi a Baghdad, lo stesso Allawi aveva dato un calendario un po' diverso, confermando però la volontà di accelerare rispetto a quanto era previsto in partenza, cioè un processo circa due anni dopo l'arresto del rais.
L'intenzione di Allawi era di iniziare con Ali Hassan al- Majid, cioè Alì il chimico, entro novembre, e poi passare a Saddam, possibilmente l'anno prossimo.
Nell'intervista al Nyt Allawi annuncia anche di avere «ricevuto le dimissioni» di Salem Chalabi, presidente del tribunale contro Saddam.
Salem è il nipote di Ahmed Chalabi, ex leader iracheno in esilio appoggiato dal Pentagono e poi caduto in disgrazia, ed è sotto inchiesta per omicidio. Da due mesi circa non si è più fatto vedere in Iraq.

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