Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:20

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Azzurre del basket battute dalla Lituania (55-70). Per gli Europei resta uno spiraglio

ITALIA-LITUANIA 55-70 (9-12; 18-31; 36-51)

ITALIA: Franchini ne, Zara 18 (5/9, 2/4), Ballardini 3 (0/1, 1/3), Moro (0/4, 0/1), Zimerle (0/1, 0/1), Masciadri 11 (3/6, 1/3), Balleggi, Paparazzo 7 (3/10), Ciampoli 4(1/5), Prado 4 (1/2), Dacic 3 (1/5), Macchi 7 (3/8, 0/1). Allenatore Aldo Corno.
LITUANIA: Zygelyte ne, Brazdeikyte 11 (1/4, 1/2), Bimbaite 3 (1/2 da tre), Streymikyte 22 (8/11, 0/1), Abromaite 3 (0/3), Valentiene 4 (1/3, 0/2), Nikonovaite ne, Baranauskaite 12 (5/9, 0/1), Briedyte 3 (1/4 da tre), Valuzyte 12 (3/7), Sulciute ne, Razmaite ne. Allenatore: Algirdas Paulauskas.
ARBITRI: Nakic (Croazia) e Kovacic (Slovenia).
NOTE: Spettatori 3500. Fallo antisportivo a Masciadri e a Paparazzo.

TARANTO - Tentativo fallito. All'Italia di Corno serviva vincere con nove punti di scarto contro la Lituania per sperare di arrivare seconda nel girone A e qualificarsi agli Europei di basket femminile: è arrivata invece una sconfitta netta (55-70), mai in discussione, che ha deluso il pubblico di Taranto, giunto al PalaMazzola nuovo di zecca nella speranza di vedere le azzurre prevalere e invece esaltatosi, inaugurazione a parte, solo per un tentativo di rimonta nel finale.
L'inizio è nervoso, combattuto, come ci si aspettava. Nei primi minuti sono Paparazzo (Ciampoli resta momentaneamente fuori) e Masciadri a consentire il testa a testa, mentre Macchi non entra in partita e anzi si grava di falli (addirittura tre dopo neanche 5'), tanto da essere costretta a uscire. Le avversarie si affidano Streymikite, 8 punti nel primo quarto: è lei l'anima delle lituane. Sgomita in difesa, smista e va a canestro con facilità, mentre le azzurre hanno un momento di black out che consente alle avversarie di provare il break (12-9 al 10').
Il coach italiano Corno capisce che deve cambiare qualcosa e inserisce Zara e Docic, che resteranno anche nella seconda parte del primo tempo, periodo nel quale anche Prado dà il suo contributo. Ma l'Italia continua ad avere percentuali basse da due e anche quando Zara piazza una bomba al 12', che riporta sotto le azzurre, alla Streymikite si aggiunge la Brazdeikyte, che tiene le ospiti avanti con un buon margine (23-15 intorno al 15').
La Lituania ha individualità di spicco, ma vi aggiunge una migliore circolazione di palla, schemi più precisi, ferrea applicazione, con cui mette spesso una tiratrice in condizione di fare centro (anche da tre). Al contrario, i tentativi italiani sono più forzati e individuali, anche con Ciampoli in campo. Quando la Lituania cala, come accade sul finire del primo tempo, l'Italia cerca di avvicinarsi con orgoglio (Ballardini piazza un altro tiro da tre). Fuoco di paglia, perché le lituane hanno sempre la partita sotto controllo e accelerano a piacimento. Il massimo vantaggio arriva proprio alla fine dei primi 20': 31-18.
Nel secondo tempo, a... rimorchio di Streymikite e al posto di Brazdeikyte (che poi rientrerà: 11 punti per lei) arriva Baranauskaite (12 punti alla fine). Zara le tiene testa (quattro punti in pochi secondi che tengono l'Italia a galla), mentre la Macchi commette il quarto fallo e poi... si tranquillizza, restando in campo fino al termine, peraltro ancora senza incidere.
Serve andare all'ultimo quarto per vedere un'azzurra in doppia cifra (Zara, migliore realizzatrice azzurra della serata: 18 punti). Troppo tardi (solo Masciadri emulerà la compagna: 11 punti) per tentare una rimonta impossibile. Le lituane vanno sul 45-27 al 5', un distacco che resta pressoché inalterato fino a 5' dalla fine, quando ancora la guardia della Phard Napoli fa sussultare finalmente il palazzetto mettendo un tiro da tre che accorcia le distanze (46-57).
Il pubblico comincia a partecipare con trasporto, sa che anche il successo servirebbe a poco, ma vuole almeno una soddisfazione, sia pure fine a se stessa. Zara si esalta portando addirittura le azzurre a -8, segnando e subendo fallo (49-57). Il sogno, però, svanisce e l'artefice è sempre lei, la Streymikite, che raggiunge quota 20 (finirà con 22 punti all'attivo) lasciando l'Italia a un distacco di sicurezza (61-51 a 2' dal termine). Le azzurre continuano con cuore e abnegazione, c'è un debito nei confronti dei tarantini: la gara è persa (55-70), la qualificazione anche (tranne miracoli), ma almeno l'onore è salvo.
G. Flavio Campanella

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