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Alitalia: i contenuti del piano industriale

Due anni per il risanamento, pareggio dei conti entro il 2006, scissione in due società, trasformazione in network carrier. Sono queste le linee guida del piano industriale messo a punto dall'Alitalia per il 2005-2008.
L'ultima versione conferma le indicazioni essenziali e prevede come requisiti essenziali per la realizzazione del piano la separazione delle attività di volo dalle attività di servizi e supporto, i nuovi contratti di lavoro, gli esuberi e la finalizzazione del prestito ponte, come avvio del processo di ricapitalizzazione e privatizzazione.

NUOVO MODELLO: Alitalia si propone un nuovo «posizionamento strategico», quello del Network Carrier «altamente efficiente». La falsariga è quella di Iberia o Air Lingus: un forte network, con destinazioni non paragonabili alla copertura minima delle low cost, e servizi ridotti all'osso.
PAREGGIO NEL 2006: il piano è stato diviso in due fasi. La prima dedicata al salvataggio e al risanamento della compagnia, con il ritorno al pareggio previsto per il 2006. La seconda, a partire dal 2007, è di rilancio e prevede «la continuazione della crescita oltre che maggiore produttività anche per l'espansione della flotta». L'ebit sul valore della produzione nel 2008 si prevede del 5%, l'ebitdar del 15%.

SCISSIONE VOLO-SERVIZI: il piano prevede come requisito essenziale la separazione di Alitalia in due distinte società: Az Fly, focalizzata sull' attività di trasporto aereo, cioè di volo vero e proprio, e Az Service, focalizzata sulle attività dei servizi di terra. L'assetto, si legge nella sintesi del piano, «risponde alle necessità prioritarie di rendere possibile in tempi compatibili, cioè nei primi mesi del 2005, l'indispensabile aumento di capitale di Az-Fly, dotare Alitalia di una struttura industriale coerente con lo scenario di mercato, aumentare la focalizzazione sul core business passeggeri e cargo, valorizzare il business dei servizi attraverso una gestione dedicata.

ESUBERI: la riscrittura dei contratti e gli esuberi sono ritenuti requisiti della fase di salvataggio e risanamento. La sintesi del piano ne prevede 3.700 (con l'ultimo accordo con gli assistenti di volo si è in realtà scesi a 3.679), «per i quali si auspica che lo Stato possa attivare gli ammortizzatori sociali».
RISPARMI: l'aumento di produttività e la riduzione del personale genereranno un risparmio di 282 milioni di euro nel periodo 2005/06 che diventeranno 850 milioni nel 2008 e 1.027 milioni a regime.

PRESTITO PONTE: ammonta a 400 milioni di euro garantiti dallo Stato. Sette le banche disponibili all'erogazione. Il prestito è essenziale per avviare il processo di ricapitalizzazione.

PRIVATIZZAZIONE: richiesta dalla Ue come condizione all'autorizzazione al piano, prevede la discesa del Tesoro dall'attuale 63,3% ad una quota inferiore al 50% e l'ingresso di nuovi investitori.

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