Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 19:26

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Basaiev, il regista dei mega-sequestri, con la fama di essere invincibile

MOSCA - Programmatore di computer, calciatore dilettante, Shamil Basaiev - che oggi in un sito internet vicino agli indipendentisti ceceni ha rivendicato una serie di attentati su territorio russo, l'ultimo dei quali quello della presa di ostaggi e la strage nella scuola di Beslan (Ossezia settentrionale) - ha attraversato tutta la prima guerra cecena (1994-1996) accompagnato dalla fama di essere invincibile.
Capo di una colonna di volontari ceceni al fianco degli abkhazi in lotta nel Caucaso per l'indipendenza dalla Georgia (1993), si rivelò al mondo nel 1995 come autore di uno dei più colossali sequestri di persona della storia recente: alla testa dei suoi uomini prese in ostaggio un migliaio di ammalati e di lavoratori dell'ospedale di Budionnovsk, città russa a poca distanza dalla Cecenia, e li lasciò liberi dopo una lunga trattativa con l'allora premier russo Viktor Cernomyrdin.
E' nato 39 anni fa nel villaggio di Vedeno. All'inizio della guerra cecena un missile russo gli distrusse la casa in cui trovarono la morte la moglie e un figlio.
E' ritenuto il liberatore di Grozny: nell'agosto del 1996 guidò l'offensiva dei guerriglieri contro le truppe russe che controllavano la capitale della repubblica cecena, dichiarata indipendente nel 1991. La città capitolò dopo alcuni giorni di furiosi combattimenti e i russi furono costretti ad abbandonarla.
Accusato da Mosca di legami con settori del terrorismo internazionale, il «signore della guerra» annunciò il 20 settembre di cinque anni fa la creazione di un reparto speciale di combattenti «pronti a morire per la fede» musulmana, denominato Shahid (martiri) e formato da 300-400 volontari. Nel febbraio del 2000, mentre si ritirava da Grozny, capitale della Cecenia, rimase gravemente ferito dall'esplosione di una mina russa e perse una gamba.
Voci di una sua morte si sono diffuse due volte negli ultimi anni, prima nel maggio del 2000 e poi nell'aprile del 2002. Dopo le mancate conferme e le smentite, il più noto e carismatico leader della guerriglia secessionista cecena ha ripreso invece la ribalta nel novembre di due anni fa rivendicando la responsabilità della presa di ostaggi nel teatro Dubrovka di Mosca che provocò 129 morti, e avvertendo che il suo gruppo avrebbe lanciato nuovi attacchi in Russia se le truppe federali non si fossero ritirate dalla Cecenia.
L'8 agosto 2003 il segretario di Stato statunitense Colin Powell ha annunciato il congelamento degli averi di Basaiev e l'inserimento del suo nome nella lista nera di coloro che minacciano la sicurezza americana. Ciò non ha impedito al guerrigliero ceceno di rivendicare l'ennesimo assalto ad un ospedale militare in Ossezia avvenuto pochi giorni prima (primo agosto 2003, 50 morti) e soprattutto di essere accusato dai comandi militari russi per la strage dello scorso 9 maggio allo stadio di Grozny,costata tra l'altro la vita al presidente Akhmad Kadyrov.

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