Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:24

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Le complicanze dell'obesità

Le complicanze dell'obesità possono essere classificate in:

· Metaboliche: ridotta tolleranza glucidica, diabete mellito; dislipidemia; iperuricemia; ipertensione arteriosa; malattie cardiovascolari; steatosi epatica; colelitiasi
· Meccaniche: ipoventilazione polmonare; artropatie da carico; ernie ombelicali, inguinali, crurali, jatali; flebopatie degli arti inferiori.
· Psicosociali: insoddisfazione per l'immagine corporea; discriminazioni nella vita sociale e lavorativa.
· Altre: riduzione dell'attività sessuale e della funzione riproduttiva; aumentato rischio di patologie gravidiche; aumentato rischio per alcune neoplasie.
Come detto, l'obesità è frequentemente associata ad altri fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, dislipidemie, diabete) connessi alla sedentarietà. Sulla base di molti studi pubblicati negli Stati Uniti, è stato stimato che dal 9 al 16% delle morti possono essere messe in relazione ad uno stile di vita sedentario; ne consegue che coloro che sono fisicamente attivi godono di un migliore stato di salute dei sedentari.
L'efficacia dell'attività fisica nella prevenzione e terapia dell'obesità non si limita soltanto ad un aumento del dispendio energetico, peraltro di entità piuttosto modesta come valore assoluto, ma coinvolge un complesso ben più ampio di benefici sia di ordine clinico-metabolico, che psicologico.
L'evidenza scientifica ha da tempo indicato come esista una chiara positiva correlazione tra l'entità dell'attività fisica e il miglioramento di molti parametri associati ad un aumentato rischio per aterosclerosi, trombosi e malattie cardiovascolari, come ad esempio l'assetto lipidico (trigliceridemia, colesterolemia totale e HDL), l'insulinoresistenza, i valori di pressione arteriosa sistolica e diastolica, l'eccesso di tessuto adiposo, la fibrinolisi e i livelli plasmatici di citochine aterogeniche.
I benefici della pratica regolare dell'esercizio fisico e di uno stile di vita attivo, peraltro indipendenti dal calo ponderale e da altri fattori di rischio come il fumo, non si limitano soltanto al metabolismo lipidico e glucidico, e alle malattie cardiovascolari, ma coinvolgono anche altri organi e apparati favorendo in tal modo una migliore risposta terapeutica globale con evidenti ripercussioni positive anche sulla sfera psicologica.
L'esercizio fisico ha inoltre un'influenza positiva sulla percezione soggettiva di benessere: stimolando la produzione di endorfine e il Sistema Nervoso l'esercizio fisico vigoroso migliora il tono dell'umore e produce un effetto antidepressivo che si ripercuote positivamente anche sul controllo dell'appetito.

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