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Obesità e sovrappeso: il ruolo dello stile di vita

L'evoluzione sociodemografica degli ultimi decenni ha modificato negativamente lo stile di vita della popolazione in tutte le fasce di età e in tutti i ceti sociali. Sedentarietà, scorrette abitudini alimentari, l'abitudine al fumo, l'assunzione eccessiva di alcol e bevande nervine, alti livelli di stress sono largamente diffusi nella popolazione.
Tali cambiamenti hanno determinato un incremento delle patologie degenerative e neoplastiche e quindi modificato la composizione percentuale della mortalità nella popolazione generale.
Accanto a questo, come è noto, la speranza di vita alla nascita nel XX secolo è aumentata e ha raggiunto medie pari a 70 anni nell'Est europeo, 76 anni nell'Europa dell'Ovest. È questo un fenomeno indubbiamente positivo, e, peraltro, i dati relativi all'Europa dell'Ovest hanno raggiunto e superato l'obiettivo dei 75 anni indicato in passato dal Progetto "Health for all" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Purtroppo però, l'aumento della speranza di vita, con il conseguente aumento della popolazione anziana, si accompagna ad un peggioramento, o meglio ad una riduzione, dello stato di salute e l'anziano è meno autonomo, meno attivo, e più suscettibile alle malattie cronico-degenerative. Questo implica due ordini di problemi, uno relativo alla qualità di vita individuale degli anziani e dei malati cronici, l'altro legato al carico sociale ed economico che grava sulla comunità.
Studi e ricerche hanno inoltre stabilito che i primi segni delle malattie cronico-degenerative (ad esempio la placca aterosclerotica) o alcuni fattori predisponenti (ad esempio obesità e dislipidemie) possono essere già presenti in età evolutiva. Inoltre, è stato evidenziato che i fattori di rischio presenti in età evolutiva facilmente permangono fino all'età adulta.
Benché gli effetti a lungo termine del sovrappeso corporeo e dell'obesità su morbilità e mortalità in età infantile non siano stati ancora ben documentati, molti studi indicano che l'obesità nell'infanzia determina gravi conseguenze nell'età adulta.

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