Lunedì 17 Dicembre 2018 | 07:54

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Le «false» diete


Il mercato offre una variegata gamma di soluzioni (integratori naturali e tisane per ridurre l'appetito e/o aumentare il consumo di energia; creme e farmaci per sciogliere il grasso e combattere la cellulite; tute, panciere e fasce per modellare le parti anatomiche dove il grasso si deposita più facilmente; trattamenti cosmetici e fisioterapici di varia natura; diete miracolose e innovative; tecniche ipnotiche; braccialetti e amuleti vari) che alimenta una fiorente industria, con un fatturato miliardario, che coinvolge un numero sempre crescente di consumatori, con costi anche elevati, ma senza sostanziali benefici per chi cede alle lusinghe di questi richiami pubblicitari.
Fortunatamente queste terapie spesso si esauriscono, come tutte le mode, nel giro di pochi mesi, e solo raramente balzano alla ribalta della cronaca per eventi drammatici che espongono i pazienti a serie conseguenze fisiche: inestetismi ben più evidenti di quelli iniziali, danni cronici ed eventi anche fatali. Si tratta sempre, comunque, di proposte destinate al fallimento a medio e lungo termine: il paziente inizialmente perde peso, poi senza una strategia terapeutica realmente efficace, riacquista i chili perduti, supera il peso che aveva prima della "terapia" e si innesca così il ben noto fenomeno della "sindrome dello yo-yo" o per meglio dire della "weight cycling syndrome" che porta ad un progressivo incremento ponderale nel corso della vita dei pazienti sottoposti incondizionatamente a trattamenti dimagranti non ben strutturati.
Al contrario, la perdita di peso dovrebbe essere sempre graduale (500-1000 grammi a settimana) e dovrebbe mirare ad ottenere una riduzione stabile (1 anno o più) del peso corporeo pari al 10% del peso iniziale; in alcuni casi addirittura può essere utile non tentare nemmeno di ridurre il peso corporeo, anche se in eccesso, ma concentrare gli sforzi sull'evitare ulteriori aumenti di peso e quindi in definitiva il "successo terapeutico" si concretizza nel mantenere stabile nel tempo l'eccesso ponderale.
Qualunque sia il metodo che ha determinato il calo ponderale, i chili perduti vengono solitamente recuperati se il paziente non si impegna, a tempo indefinito, a seguire un programma globale di terapia che preveda l'azione combinata di dieta, esercizio fisico e terapia comportamentale.
La terapia comportamentale rappresenta un approccio razionale alla terapia dell'obesità, di comprovata efficacia a breve e medio termine, che si prefigge come obiettivo non tanto la perdita di peso, quanto la gestione a lungo termine dell'obesità stessa, aiutando il paziente a sviluppare le capacità necessarie a modificare in modo stabile e permanente il suo stile di vita.

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