Sabato 15 Dicembre 2018 | 01:22

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Militari italiani effettuano arresti e sequestrano armi a Nassirya

ROMA - Doppio «colpo» dei militari dell'Italian Combined Joint Task Force Iraq nel contrasto alla criminalità organizzata e ai gruppi potenzialmente ostili della provincia di Dhi Qar. I genieri della Task Force Piave hanno rinvenuto, messo in sicurezza e recuperato 10 missili controcarro At 3 e 3 antiareo Sa 7, mentre i carabinieri Msu e Military Police, in collaborazione con la nuova polizia irachena, hanno condotto questa mattina un'operazione che ha portato al ritrovamento e al sequestro, nelle vicinanze della base italiana, di numerose armi da fuoco, tra le quali due lanciarazzi anticarro Rpg 7 e un mortaio da 60 mm, oltre all'arresto di 15 uomini.
Dopo avere ottenuto generiche informazioni sulla presenza di armi nella zona sono intervenuti lungo la trafficata rotabile «Tampa», sempre nella zona di Nassiriya, i genieri della Piave, agli ordini del colonnello Luigi Lo Conte. Gli artificieri del nucleo EOD (Esplosive Ordinance Disposal, bonifica ordigni esplosivi) hanno individuato e sequestrato 10 missili controcarro At 3 Sagger e 3 missili antiaereo Sa 7 Grail con 1 gripstock, il congegno di sparo, e 3 batterie, tutti di fabbricazione ex sovietica, oltre a casse di munizioni. Per i genieri del 6to reggimento si tratta dei primi risultati di un'operazione ancora in corso.
Quello di oggi, per i carabinieri, è stato il coronamento di due mesi di indagini, intraprese per neutralizzare il sequestro a mano armata e il traffico di auto rubate sull'autostrada Baghdad-Bassora e il commercio illegale di armi e materiale bellico. Ad Ash Shukayri, pochi chilometri a nord-est di Nassiriya, i militari italiani comandati dal colonnello Claudio D'Angelo, con uomini del Dipartimento investigazioni speciali della rinata polizia irachena e personale femminile della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese, hanno circondato alcune case individuando le armi in piccoli depositi ed effettuando gli arresti senza incontrare resistenza.
Vittime del clan, che potrebbe avere avuto contatti con esponenti di gruppi terroristici per la vendita delle armi, sono stati in passato anche alcuni imprenditori legati ai contratti in appalto per le forze della coalizione. Tra il materiale sequestrato anche 7 mitragliatori Kalashnikov, 3 mitragliatrici, 4 fucili Hk G3 preda bellica iraniana, 3 moschetti, un fucile da cecchino e numerose munizioni.

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