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Sciopero della spesa, l'intervento di Pino Salamon, Presidente Adoc Puglia

Il caro prezzi non lo si scopre oggi. Ma in questi ultimi tre anni, speculatori, tasse, gioco del lotto, tariffe locali, hanno innescato una spirale che come Adoc abbiamo denunciato preventivamente, quando ebbe inizio l'eliminazione dei cent dai cartellini esposti al pubblico da parte dei commercianti.
Poi, onorari dei professionisti, grossisti, distributori, trasportatori, ma anche i venditori di servizi di telefonia (dal 2002 il canone della rete fissa è aumentato tre volte), del carburante e dell'energia (nessun vantaggio è stato tratto dall'impennata dell'euro nei confronti del dollaro), dalle ferrovie (hanno scaricato sugli abbonamenti regionali il mancato aumento dei biglietti), le autostrade, il contestato canone televisivo, il costo degli alloggi in affitto, ed altro ancora. Tutti aumenti che, a loro volta, hanno un riflesso anche sui prodotti di più largo e generale consumo.
Intanto, oltre ad una perdita del potere d'acquisto, il consumatore vede assottigliarsi sempre più i propri risparmi, e non solo per le note vicende legate ai mercati finanziari. Ed il problema del risparmio tradito è un'altra grande questione da risolvere.
Un inseguimento infinito che nessun attore coinvolto nella composizione del prezzo finale ha voglia di arrestare.
Così, tra la crisi dei redditi e la crisi del risparmio, a farne le spese sono i consumi.
In questo caso, il danno non lo subisce il solo consumatore, ma innumerevoli settori della produzione, compreso quello alimentare.
Se questi fattori non sono sufficienti a destare preoccupazioni al mondo della politica, dell'economia, della finanza, della produzione e della distribuzione, vuol dire che vi è la necessità di lanciare un nuovo allarme perché, a quanto pare, non ci si rende conto in quale vicolo cieco siamo finiti.
Come Associazione dei Consumatori, non possiamo più limitarci a fare orientamento, ma dobbiamo incidere più a fondo; e per farlo, c'è la necessità di coinvolgere i consumatori invitandoli ad essere visibili, di rendersi protagonisti di un'azione che materializza le lamentele, le denunce, e dà un senso alle loro aspirazioni. Almeno fino a quando non ci sarà data la possibilità di ricorrere ad azioni collettive in loro difesa.
La proclamazione di una giornata di sciopero (per rendere l'idea dell'insopportabile situazione), indetta per domani, 16 settembre, viene promossa per ricordare al consumatore il potere di cui è dotato. E poi, per spingere l'Esecutivo a darsi una mossa e convincere tutti gli scettici dei metodi e dei criteri da adottare, se si vuole risalire la china.
Sono anni che l'intero movimento dei consumatori incide nell'opinione pubblica tanto che le imprese consapevoli hanno percepito e ci accettano come una presenza viva, innovativa e propositiva nel panorama italiano.
Viceversa, in Puglia, sono ancora diversi i soggetti, le corporazioni che sottovalutano il nostro ruolo, l'apporto che possiamo fornire come Associazioni e quindi, ancora diffidenti perché immaginano che vogliamo intrometterci in fatti e soluzioni a noi estranee. O peggio, che ci lasciamo trascinare dall'irrefrenabile voglia di azzerare interessi consolidati.
In poche parole: non c'è stata una scelta di campo per considerare il movimento dei consumatori come una forza sociale.

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