Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 18:44

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Seedorf decide al 39' della ripresa

Carlo AncelottiSHAKHTAR DONETSK-MILAN 0-1 (0-0)

SHAKHTAR DONETSK: Lastuvka 6,5, Rat 6, Lewandowski 5,5, Barcauan 6, Srna 4, Duljaj 7 (41'st Aghahowa sv), Tymoschuk 6, Vukic 6,5, Matuzalem 6, Vorobey 5 (33'st Batista sv), Marica 5,5. In panchina: Shutkov, Lalatovic, Hubschmann, Bakharev, Brandao. Allenatore: Lucescu.
MILAN: Dida 7, Cafu 5,5, Nesta 6,5, Stam 6,5, Maldini 6, Gattuso 5,5 (26'st Dhorasoo 6), Pirlo 5,5 (30'st Rui Costa sv), Seedorf 6, Kakà 5,5, Shevchenko 6, Tomasson 5,5 (19'st Crespo 5,5). In panchina: Abbiati, Kaladze, Pancaro, Ambrosini. Allenatore: Ancelotti.
ARBITRO: Fandel (Ger).
RETE: 39'st Seedorf.
NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni, spettatori 40.000. Espulso all'8'st Srna per doppia ammonizione. Ammoniti: Srna, Tomasson, Cafu, Dhorasoo. Angoli: 7-7. Recuperi: 2'st.

DONETSK - Se non ci fosse Clarence Seedorf, bisognerebbe inventarlo. E' ancora il campione olandese a salvare la baracca dopo la doppietta con il Livorno: con la terza rete in due gare, il centrocampista con il vizio del gol firma l'esordio positivo del Milan nella nuova Champions League. Un lampo di classe, al 39' della ripresa, che fa felice la spedizione rossonera, mai vincente al debutto in Europa. Seedorf toglie il Milan dagli impacci di una gara difficile, in cui lo Shakhtar Donetsk non ha mai abbassato il ritmo, nemmeno quando si è trovato, ad inizio secondo tempo, con l'uomo in meno per l'espulsione di Srna. In una partita in cui tutto il centrocampo ha latitato e in cui Nesta e Stam hanno reso meno oneroso il lavoro di Dida, Seedorf ha fatto ciò che non è riuscito a Shevchenko, Tomasson (poi Crespo) e Kakà: infilare la rete e portare al Milan tre punti preziosi per il prosieguo della Champions. Un risultato che permette ora di guardare con fiducia al prossimo impegno del Gruppo F, la gara interna contro il Celtic. Ragionava ad alta voce, Shevchenko, prima di imbarcarsi per la sua Ucraina: «Attenzione, lo Shakhtar è molto più attrezzato del Livorno». Parole sante perchè il Milan, aggiustato da Ancelotti proprio dopo il grande spavento del debutto in campionato, passa quasi trenta minuti in balia delle «furie arancioni». Eppure, i campioni d'Italia, privi del bomber d'Europa Inzaghi, per l'occasione avevano cercato accorgimenti tattici.
Soprattutto in difesa, dove Maldini ritornava sulla sinistra (bocciato Pancaro) per dare spazio, al centro, a due saracinesche come Nesta e Stam. Seedorf, autore della doppietta di sabato, agiva con Gattuso alle spalle e con Pirlo in cabina di regia, Kakà faceva il trequatista davanti a Sheva e Tomasson. Squadra sulla carta perfetta ma il Donetsk faceva perno sulla conoscenza del calcio italiano del girovago Lucescu e dell'ex bresciano Matuzalem, la mente e il braccio di uno Shakhtar che, al pronti e via, si impadroniva del pallino del gioco facendo affannare il grande Milan. Sarà perchè doveva farsi perdonare l'espulsione con rigore di sabato, era Dida ad ergersi a vero protagonista, mettendoci il piede su Vukic al 3' (che tunnel, su Stam) e allungandosi in corner al 10' su diagonale di Matuzalem. Il Milan trema e arretra il baricentro, lo Shakhtar preme e fa ballare una difesa rossonera ancora titubante. La partita dei rossoneri comincia ufficialmente al 28', con la prima occasione creata: Pirlo scodella al centro, gli ucraini sbagliano il fuorigioco ma Tomasson non inzucca con la necessaria vigoria. E, da corner, Kakà, sempre di testa, trova i pugni protesi di Lastuvka. C'è ancora spazio, al 39', per uno stacco senza pretese di Tomasson. Ripresa con ben altro copione, anche perchè, dopo un tentativo senza fortuna di Shevchenko, il Donetsk resta in dieci per una ingenuità di Srna, già ammonito nel primo tempo.
Gli ucraini non si arrendono e fanno venire brividi veri con Vukic e Duljaj, Seedorf prova una delle sue armi letali, la botta da fuori, prima di servire un comodo pallone per Shevchenko, non sfruttato al meglio dall'attaccante rossonero. L'ucraino non riesce a sfondare l'attenta guardia di Lastuvka. Ancelotti, allora, decide di cambiargli spalla: fuori Tomasson, dentro Crespo, prima delle tre sostituzioni che avrebbero portato in campo anche Dhorasoo e Rui Costa. Ci vorrebbe una scintilla per cambiare il corso degli eventi ma la magia non riesce nemmeno a Kakà perchè il fuoriclasse, al 31', stampa la sfera sulla sagoma di Duljaj, che si immola a portiere battuto. Sheva continua la sua personale ricerca del colpo risolutore ma il Milan, al 39', si ricorda di avere in organico Seedorf, il tulipano che prende dalla spazzatura un pallone vagante per affondare definitivamente lo Shakhtar. Un prodigio balistico che permette ad Ancelotti di tirare un sospiro di sollievo e al Milan di cogliere una vittoria forse non limpida ma di una importanza vitale.

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