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Annunciati nuovi finanziamenti per le produzioni di uva da tavola

BARI - Finanziamenti alla ricerca per avere in Puglia produzioni tardive e «riuscire a coprire una fascia temporale di mercato che garantisca la vendita»: è quanto ha annunciato oggi a Bari alla Fiera del levante l'assessore all'agricoltura, Nicola Marmo, nel convegno dal titolo "Iniziative a sostegno del comparto dell'uva da tavola", alla presenza, tra gli altri, del direttore regionale della Coldiretti-Puglia, Giuseppe Brillante.
Abbattere il costo del lavoro, a cominciare da quello contributivo, per rendere competitivo il prodotto, investire nella ricerca per raggiungere nuovi mercati, discutere con la grande distribuzione e siglare un accordo di filiera per evitare gli eccessi di produzione: sono i punti salienti della discussione attorno alla quale ruotano le iniziative che il mondo agricolo pugliese chiede a governo ed enti locali per rendere competitive le produzioni agricole locali, ma anche per evitare che il prezzo di vendita dei prodotti sia determinato, come avviene, dagli ipermercati.
Brillante è stato determinato nel chiedere alla Regione Puglia («che - ha detto - ha previsto l'insediamento di nuovi ipermercati») «di privilegiare quantomeno quelli che preferiscono il prodotto locale, altrimenti ci troviamo nell'assurdità di essere i primi produttori al mondo di uva da tavola e pagare al consumo il prodotto così come lo pagherebbero a Milano. Ciò non è concepibile». «Con la Regione - ha aggiunto Brillante - bisogna aprire un tavolo di discussione che noi abbiamo già avviato con il mondo della cooperazione e della distribuzione. E riteniamo che il tavolo agroalimentare, a livello nazionale, possa servire anche a questo: privilegiare il prodotto fresco locale».
La parola ipermercati non la vuol sentire l'assessore Marmo che spiega che «l'intervento può essere solo di mercato per il quale conta l'innovazione tecnologica, la competitività delle aziende e la ricerca». «Noi - spiega l'assessore - stiamo finanziando la ricerca per avere in Puglia produzioni di uve tardive per riuscire a coprire una fascia temporale di mercato che garantisca la vendita».
Ma cosa determina lo scompenso e il disorientamento esistente sul mercato? Per Marmo, «c'è una sorta di tic emulativo: tutto ciò che produce il vicino viene prodotto dall'altro vicino. Oggi siamo in competizione con settori del Mediterraneo che producono a prezzi più bassi, Nord Africa e Spagna. «Uno degli impegni - ricorda Marmo - presi dal ministro Alemanno, e che dovrà portare a termine quest'anno, è quello dell'abbassamento del costo del lavoro, del costo della contribuzione. Questo credo che potrebbe riallineare il nostro prodotto con gli altri».

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