Martedì 11 Dicembre 2018 | 11:04

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Delusi i registi italiani

VENEZIA - Se si esclude il premio, obiettivamente minore, ex aequo per Marco Luisi e Tommaso Ramenghi di "Lavorare con lentezza" di Guido Chiesa, vincitori del premio Marcello Mastroianni per il miglior giovane attore emergente, gli italiani dalla Mostra del cinema di Venezia vanno via ancora delusi.
Per il film di Gianni Amelio, Il regista Gianni Amelio "Le chiavi di casa", si erano accese le speranze che si sono rivelate però più che altro un tifo della stampa e in generale degli accreditati italiani alla 61ª Mostra, più che una possibilità concreta. Ad un certo punto oggi, il tam tam del Lido dava la coppa Volpi al miglior attore a Kim Rossi Stuart e il premio Mastroianni al disabile Andrea Rossi sulla cui sofferta umanità e innata ironia ruota tutto il film. Si dice che lo stesso Amelio non ha preso di buon grado questa decisione perché l'avrebbe vista solo come un tentativo consolatorio per dare qualcosa al suo film. Da qui la scelta della giuria dei due ragazzi di Chiesa.
Così è una Venezia di nuovo amara per l'Italia, dopo la beffa dello scorso anno, quando fino all'ultimo "Buongiorno, notte" di Marco Bellocchio veniva dato vincente il Leone d'oro, orientato poi sul film russo "Il ritorno" di Andrej Zvjagintsev. Lo scorso anno ci fu anche uno strascico di polemiche con Rai Cinema che annunciò di non voler più a tornare alla Mostra. Rai Cinema è produttrice anche del film di Amelio (e di quello di Michele Placido "Ovunque sei"). Per memoria storica del festival c'è poi da ricordare che l'ultimo leone d'oro ad un film italiano risale al '98, a "Così ridevano" proprio di Gianni Amelio (e il precedente è "La leggenda del Santo Bevitore" di Ermanno Olmi, 1988, dunque inutile sperare, almeno fino al 2008). Gli altri film in concorso quest'anno, "Lavorare con lentezza" di Guido Chiesa e "Ovunque sei" di Michele Placido non sono mai stati abbastanza forti da entrare nella rosa finale.
Si sa poi per certo che ieri sera, contrariamente alle tradizioni, la giuria presieduta da John Boorman non aveva ancora un verdetto definitivo e unanime sui film in concorso. Addirittura sembra che due dei giurati, tra cui la cinese Hsu Feng, non avessero firmato il verbale, il che equivaleva ad invalidarlo. L'intervento stamattina del direttore Marco Muller ha sbloccato la complicata situazione, ma nella sostanza non ha modificato la lista dei premi. Sembra che Muller avesse tentato fino all'ultimo di consigliare di distribuire i premi su più film del concorso e non solo su "Il segreto di Vera Drake" e su "Mare dentro", magari dando a Nicole Kidman la coppa Volpi per la migliore attrice dopo che l'aveva persa di un soffio qui a Venezia per "The Others" dello stesso Amenabar.
Nel pomeriggio, Spike Lee smentiva voci di un verdetto complicato anche se opponeva un significativo «no comment» ai tentativi dei cronisti di sapere come mai la giuria era stata costretta a riunirsi di nuovo oggi.

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