Martedì 11 Dicembre 2018 | 21:30

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Il «patron» Luca di Montezemolo: «Questa gestione del "circus" ci costa troppo, bisogna cambiare metodi»

MONZA - Basta, non si può più andare avanti così. È finita l'epoca del «one man show» (leggasi Bernie Ecclestone) e la Formula 1 deve cambiare registro, in funzione di quelli che sono i veri attori dello show, cioè le scuderie. Luca di Montezemolo Ferrari - Luca di Montezemolo ha scelto il gran premio d'Italia per rilanciare quanto già espresso a suo tempo, ma nel giorno della pole monzese di Rubens Barrichello le sue parole suonano ancora più esplicite nel paddock del gran premio d'Italia.
Senza mai fare il nome di Bernie Ecclestone, di fatto il presidente della Ferrari e della Fiat è proprio a lui che ha rivolto, parlando con i giornalisti, l'invito a rivedere in modo radicale le regole della attuale gestione del gran circo. «Fatte cento le entrate complessive della Formula 1, che riguardano diritti televisivi, pubblicità negli autodromi e vendita biglietti - ha affermato Montezemolo - è impensabile che le squadre debbano spartirsi solo il 47% delle sole entrate derivanti dai diritti tv. Paradossalmente, che a Monza ci siano 3 spettatori o ce ne siano tre miliardi non fa la minima differenza per i team. Questo è inaccettabile - ha detto il presidente della Ferrari -. O si cambia, oppure ognuno di noi tirerà le sue conclusioni. E chi deve capire, capisca».
Il soggetto in questione è Bernie Ecclestone, naturalmente, il titolare di quella Slec che gestisce il grande circo, colui che ha fissato le regole e che gestisce tutti i contratti. «È bene che ci si renda conto - ha detto Montezemolo - che un'epoca è finita. La Ferrari vuole aprirne un'altra, ed è disponibile a dare il suo contributo per trovare nuove soluzioni. Ma non a tutti i costi».
Che la Formula 1 moderna sia troppo costosa è un fatto riconosciuto da tutti, al punto che alcune scuderie corrono il rischio di scomparire. È pensabile continuare in questi termini, con una gestione degli introiti regolata secondo questi criteri? Secondo Montezemolo no, ed è evidente che coloro che sono i veri attori del grande show, cioè le scuderie con i loro piloti e le loro macchine, devono vedere riconosciuto il loro ruolo.
«Questa Formula 1 non mi piace più, lo dico sinceramente - ha detto Montezemolo -. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto in questi anni, ma nello stesso tempo non possiamo non riconoscere che i problemi esistono. E che tanti nodi stanno venendo al pettine. È tempo di affrontarli». Come? Le ipotesi finora messe in campo sono fallite, ma è fallito anche il tentativo da parte di Ecclestone di vendere la "sua" Formula 1 al gruppo televisivo tedesco (il gruppo Kirch). «L'unico risultato raggiunto - ha commentato il presidente della Fiat - è che oggi il 65% del business è in mano a un gruppo di banche, e che alcune scuderie rischiano di scomparire». Per questi motivi è necessario «un gesto di responsabilità da parte di tutti», altrimenti la Ferrari sarà costretta a fare diversamente. «Noi non abbiamo mai parlato di abbandono, perché le corse fanno parte del nostro stesso modo d'essere. Però è necessario un nuovo sistema della Formula 1, altrimenti ognuno prenderà le sue decisioni».
Se sulla sicurezza sono stati fatti oggettivi passi avanti, e di questo bisogna dare atto all'attuale presidente della Fia, Max Mosley, secondo Montezemolo non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda la gestione commerciale del business della Formula 1. «Consapevoli che indietro non si può tornare circa il coinvolgimento dei gran gruppi motoristici - ha detto il presidente della Fiat - dobbiamo guardare avanti pensando a un cambiamento della gestione. Penso per esempio ad una Lega della Formula 1, capace di rappresentare gli aspetti commerciali. È venuto il tempo di accettare che è finita un'epoca e che è arrivato il momento di aprirne un'altra».
Montezemolo, che ha anche ricevuto in regalo dalla Bmw (detentrice del marchio britannico) una Mini Cooper gialla fiammante firmata "Ferrari", si è quindi detto entusiasta della pole di Rubens Barrichello: «farla a Monza davanti ai nostri tifosi è fantastico. La dedichiamo a loro».
Luciano Clerico

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