Giovedì 13 Dicembre 2018 | 00:53

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Le Ong italiane: «non lasciamo Baghdad

ROMA - «Il mondo del volontariato italiano non ha alcuna intenzione di lasciare l' Iraq»: l' Associazione delle ong smentisce quanto riportato oggi da organi di stampa e preannuncia per oggi pomeriggio, ad Amman, un incontro tra una sua delegazione e Jean-Dominique Bunel, che coordina l' attività delle ong internazionali a Baghdad e che ieri aveva dichiarato che dopo il rapimento delle due volontarie italiane tutte le organizzazioni umanitarie non governative si apprestano a lasciare l' Iraq.
Il presidente dell' Associazione delle ong, Sergio Marelli, precisa che nel Paese ci sono tuttora cooperanti italiani, nel Nord e nel Sud: «proprio due giorni fa - spiega - sono partiti per Bassorah due volontari di Intersos». «Non vogliamo assolutamente che passi l' idea che le ong italiane scappano, perché non è vero - insiste - la nostra attività continua come prima».

«Non accettiamo la logica di questi terroristi, che credono di fermare, attraverso il terrore, la nostra missione di pace a favore del popolo iracheno - ha detto ancora Marelli - i volontari dei nostri otto organismi restano a fianco della popolazione». Lasciare ora i territori in guerra, infatti, «sarebbe un comportamento contrario al mandato stesso delle nostre associazioni umanitarie. I progetti di cooperazione in Iraq vanno avanti e valutiamo di volta in volta, paese per paese le misure da mettere in campo. Il permanere o il ritiro delle ong viene valutato di volta in volta in applicazione delle norme applicate da tutte le ong nelle situazione di emergenza e di conflitto».
«I tre obiettivi che per noi restano prioritari - ha continuato Marelli - sono: l'esito positivo della liberazione dei quattro operatori delle nostre ong, garantire la sicurezza agli altri operatori che lavorano in territorio iracheno e continuare a portare l'aiuto alle popolazioni locali». «Mettiamo a disposizione delle istituzioni, che per noi devono essere l'unico soggetto istituzionale a intraprendere le trattative per la rapida liberazione degli ostaggi - ha concluso - la rete di contatti, le conoscenze e le relazioni che le nostre ong hanno instaurato con le realtà locali».
Dell' Associazione delle ong italiane fanno parte 163 organizzazioni, di cui 8 presenti in Iraq che sono: Cesvi, Cosv, Terres des Hommes, Coopi, Gvc, Avsi, Movimondo, Iscos.

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