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Un anno di crisi

I problemi di Alitalia affondano le radici nel tempo con un progressivo deterioramento che subisce una forte accelerazione dopo la tragedia dell'11 settembre 2001. È però dalla scorsa estate che la crisi della Compagnia italiana è entrata nel vivo, quando cioè l'ex amministratore delegato Francesco Mengozzi lanciò il suo piano risparmi che prevedeva, tra l'altro, la riduzione degli equipaggi sui voli nazionali ed internazionali, con un assistente di volo in meno. Ecco una breve cronologia.

• 1 GIUGNO 2003 • Parte il piano risparmi dell'ad Mengozzi che prevede un' hostess in meno a bordo e la sostituzione, sui voli brevi, del vassoio con una scatola di snack. Immediata reazione della categoria; centinaia di hostess e steward non si presentano al lavoro presentando certificati di malattia. Si paralizza il traffico aereo, per giorni vengono cancellate decine di voli. Il braccio di ferro tra azienda e lavoratori si conclude il 24 giugno, con l'eliminazione della clausola dal piano aziendale.

• 12 SETTEMBRE • Il Consiglio di amministrazione della Compagnia approva il piano di ristrutturazione che prevede un allargamento dell'alleanza già stretta con Air France anche alla Klm. I conti però peggiorano, il risultato netto del primo semestre vede un rosso di 315 milioni di euro contro i 49 dell'anno precedente.

• 30 OTTOBRE • Per la Compagnia si devono tagliare 2.700 posti.

• 13 NOVEMBRE • Il governo vara il decreto che autorizza la privatizzazione della Compagnia.

• 28 NOVEMBRE - Uno sciopero nazionale dei lavoratori Alitalia provoca un black out di 4 ore dei voli, con 26 mila passeggeri a terra, 206 voli cancellati, aeroporti nel caos.
• 30 DICEMBRE - Il governo interviene nella vertenza congelando il piano esuberi per un mese nel tentativo, poi fallito, di arrivare ad un accordo tra azienda e sindacati.
• 27 FEBBRAIO 2004 - Francesco Mengozzi, al vertice della società dal febbraio 2001, si dimette da amministratore delegato di Alitalia. Viene nominato al suo posto Marco Zanichelli.
• 31 MARZO - I conti 2003 sono in profondo rosso, con perdite per 510,581 milioni e fatturato in calo del 9%, a 4,38 miliardi.
• 5 APRILE: il ministro del Welfare Roberto Maroni lancia l'allarme crac. Bonomi annuncia che la Compagnia si è data un mese di tempo per mettere a punto il piano di salvataggio.
• 16 APRILE - Lascia il cda Roberto Palea, consigliere per le banche, denunciando la mancata consapevolezza sulla gravità della situazione.
• 19 APRILE - I sindacati annunciano possibili «mobilitazioni senza precedenti».
• 28 APRILE - Proteste e caos a Fiumicino. Zanichelli viene fischiato in assemblea, la Compagnia cancella 140 voli.
• 29 APRILE: L'Alitalia si blocca. Annullato completamente l'operativo - tre i giorni necessari a rimetterlo in piedi - con perdite di oltre 30 milioni. Precettati i lavoratori.
• 3 MAGGIO - Il Consiglio di amministrazione presenta nei primi 4 mesi conti con 250 milioni di rosso ed una liquidità scesa a 200 milioni di euro.
• 6 MAGGIO - Giancarlo Cimoli, forte dell'aver riportato in attivo le Ferrovie dello Stato, è nominato presidente e amministratore delegato della Compagnia. C'è accordo dopo una non-stop durata tre giorni a palazzo Chigi fra governo, azienda e sindacati. Si decide per una ricapitalizzazione aperta al mercato, finalizzata alla privatizzazione.
• 13 MAGGIO - Il piano di salvataggio include un prestito-ponte da circa 400 milioni di euro garantito da un soggetto pubblico, partnership con soggetti privati o pubblici, riassetto generale del gruppo e incremento della produttività.
• 20 MAGGIO - Peggiora il rosso della società (520 milioni il risultato netto negativo) rispetto a quanto annunciato.
• 25 GIUGNO - I sindacati di settore cominciano a firmare accordi tesi ad aumentare la produttività della categoria e a riportare la pax sociale per la stagione estiva.
• 20 luglio - Via libera Ue al prestito-ponte da 400 milioni.
• 21 LUGLIO - Cimoli dice che, senza un accordo con i sindacati sul piano industriale, l'Alitalia non può incassare il prestito andando verso la liquidazione.
• 30 LUGLIO - Alitalia chiude il semestre con una perdita di 330 milioni di euro che la costringe a ridurre il capitale sociale.
• 23 AGOSTO - Parte la trattativa per il rinnovo dei contratti, senza il quale, avverte l'azienda, «alla Compagnia resterebbero solo 20 giorni di vita». La manovra dovrà contenere il costo del lavoro per 310 milioni di euro. Alitalia è pronta a adottare, su alcune tratte, il modello low cost.
• 25 AGOSTO - Siniscalco avverte i sindacati: se non approveranno il piano è a rischio il prestito-ponte da 400 milioni di euro.
• 26 AGOSTO - Cimoli annuncia: a luglio ed agosto i ricavi sono sotto le attese. Nei primi 5 mesi 2004 i passeggeri sono in calo dell' 11% e la quota di mercato scende al 45%.
• 30 AGOSTO - Alitalia ha una liquidità di 72 milioni di euro per il Gruppo e di 120 milioni per la Compagnia. Ciò le «consente di sopravvivere fino alla fine di settembre».
• 1 SETTEMBRE - Il prestito ponte da 400 milioni, attivabile dopo l'accordo sindacale, sarà sufficiente a «fronteggiare le esigenze finanziarie stimate fino a marzo 2005». Al massimo entro marzo dovrà essere avviata anche la ricapitalizzazione.
• 2 SETTEMBRE - Senza tagli al personale «Alitalia non potrà sopravvivere», dice il commissario Ue Loyola de Palacio.
• 5 SETTEMBRE - Epifani parla di possibile «rivolta» dei lavoratori. Maroni, «senza accordo il destino di Alitalia è segnato».

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