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Marvelli, Suriano e Torres, i tre nuovi beati

LORETO (ANCONA) - Sono beati Alberto Marvelli, Giuseppina Suriano e don Pietro Torres: accolta dagli applausi dei 200.000 presenti nella piana di Montorso, il Papa ha infatti letto la formula di beatificazione dei tre soci dell'Azione cattolica.
Di particolare significato la beatificazione di Marvelli, impegnato attivamente in politica. Sportivo, ingegnere, cresciuto nell'Ac e nella FUCI, chiamato di leva, nel 1941, scriveva «Gesù, proteggi l'Italia, preservala da una rovina totale e concedi che scenda presto la pace con giustizia per tutti i popoli, che la guerra sparisca per sempre dal mondo». Nel 1944 il CLN lo vuole assessore ai lavori pubblici nella prima giunta comunale di Rimini, costituita dopo la liberazione. Presidente dei Laureati cattolici, morì investito con la bicicletta da un camion. Portarlo ad esempio a migliaia di giovani sta a significare che per questa parte del mondo cattolico c'è urgente bisogno di santità nella politica, c'è bisogno di qualcuno che, come diceva La Pira, «entri in politica con due soldi in tasca... e ne esca con uno solo nella stessa tasca e senza tasche di riserva». La frase è molto citata, in questi giorni, tra i soci di Ac presenti a Loreto.

Del tutto diversa, spesa nella formazione delle giovani, la vita di Pina (Giuseppina) Suriano. Nata a Partinico (Palermo) il 18 febbraio 1915, era ancora dodicenne quando cominciò a partecipare alla vita di Ac. Nel 1938 è delegata delle sezioni minori di Ac, dal 1939 al 1948 segretaria e dal 1945 al 1948 presidente delle giovani. Nel 1948 fonda le Figlie di Maria. Tenta poi di farsi suora, ma si trova dinanzi a insormontabili difficoltà. Il 30 marzo 1948, con altre tre compagne, si offre come vittima per la santificazione dei sacerdoti. Quasi subito le compare una forma di artrite reumatica così violenta da causare il difetto cardiaco che l'avrebbe portata alla morte, per infarto, il 19 maggio 1950.

Era figlio di un meccanico lo spagnolo Pere (Pietro) Tarres Claret, che nasce il 30 maggio 1905 a Manresa (Barcellona). Nel 1928, si laurea e con un collega, Gerardo Manresa, fonda a Barcellona il sanatorio di Nuestra Senora de la Merced. Nel luglio 1938 è arruolato come medico nell'esercito repubblicano. Rientrato nel gennaio 1939, riprende a fare il medico, ricopre alcuni incarichi nell'Ac e il 29 settembre 1939 entra in seminario. Il 30 maggio 1942 è sacerdote. Tra i numerosi incarichi, quello di assistente del centro delle donne e delle giovani di Ac della parrocchia di San Vicente de Sarrià. «Io - scrisse, quando sapeva che si avvicinava la morte, per un tumore - sono figlio di operai. Nel cielo lavorerò molto per tutte quante!». Il 31 agosto 1950 morì nella clinica da lui fondata.

Con quelli di oggi, Giovanni Paolo II ha proclamato 1333 beati e 482 santi.

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