Domenica 16 Dicembre 2018 | 22:38

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Putin adirato con le «teste di cuoio»

BESLAN - Nel corso della sua breve visita a Beslan, ove ha reso omaggio alle vittime della tragica presa di ostaggi in una scuola da parte di un commando di guerriglieri ceceni, Vladimir Putin non ha nascosto la propria viva irritazione nei confronti delle forze di sicurezza russe, il cui assalto alla palazzina si è concluso con un bagno di sangue prima che potessero essere fermati i sequestratori, alcuni dei quali sono anzi riusciti a fuggire, almeno per il momento. Nel corso dei colloqui avuti con le autorità sia federali sia dell'Ossezia del Nord, il leader del Cremlino è stato visto interrompere bruscamente, zittire o addirittura rimproverare senza mezzi termini i funzionari che cercavano di presentare sotto una luce positiva l'operato delle teste di cuoio, protagoniste dell'assalto all'edificio assediato. «Per quanto riguarda le forze speciali», ha tagliato corto il presidente russo, «è una questione a se stante. Ne riparleremo più avanti», ha avvertito in tono minaccioso.
«Malauguratamente, le perdite sono state numerose». Putin sembra essersi adirato soprattutto perchè si era presentato al Paese in diretta televisiva garantendo che non si sarebbe fatto ricorso alla violenza, e che l'incolumità dgli ostaggi sarebbe stata considerata l'assoluta oriorità. A Beslan ha ribadito che l'attacco alla scuola non era stato programmato, e che si è trattato di uno sviluppo del tutto estemporaneo.
«Avevamo esaminato tutte le possibili linee di condotta», ha spiegato Putin, nel frattempo già rientrato a Mosca, «ma l'uso della forza non era nei piani. Glieventi si sono susseguiti molto rapidamente, e in maniera assolutamente inattesa», ha spiegato; poi, quasi a correggere il tiro in pubblico, ha aggiunto un freddo: «Il personale delle forze speciali comunque ha dimostrato coraggio».
«Uno degli obiettivi perseguiti dai terroristi era alimentare l'odio etnico, far saltare in aria l'intero Caucaso settentrionale», ha sottolineato il presidente russo. «Chiunque sia d'accordo con simili provocazioni sarà considerato alla stregua di un complice, dei terroristi e del terrorismo».

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