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Ossezia, i tre mediatori della crisi: il pediatra, il politico e il guerriero

ROMA - Nella drammatica vicenda della scuola di Beslan, nell'Ossezia del Nord, la sorte degli ostaggi è stata appesa per due giorni al filo di tre mediatori, gli unici entrati in contatto con gli ostaggi, gli unici sopratutto accettati dal commando dei terroristi.
LEONID ROSHAL, 71 anni, filantropo è il pediatra più famoso della Russia, dirige dal 1981 il reparto di chirurgia d'urgenza e traumatologia dell'età infantile dell'Accademia medica di Mosca. All'indomani del terremoto che nel 1988 sbriciolò l'Armenia, fondò la "Brigata internazionale di pronto soccorso", con la quale negli ultimi 15 anni ha raggiunto i più lontani e sperduti angoli del mondo per salvare le vite. Il "commando" del filantropo moscovita è volato in Jugoslavia e in Georgia, in Israele e in Cecenia, sempre e solo per curare. Due anni fa, a Kaspiisk, una cittadina della repubblica russa del Daghestan (Caucaso del Nord), riportò letteralmente in vita - si racconta - 27 piccoli, colpiti dalle schegge di un'autobomba. Nell'ottobre del 2002, il pediatra delle missioni impossibili ci provò fino all'ultimo anche con il commando ceceno che nel teatro Dubrovka, a Mosca, teneva in ostaggio 800 persone. E' stato insignito del riconoscimento di "Eroe nazionale" dal presidente Vladimir Putin.
ALEKSANDR DZASOKHV, 68 anni, ex esponente del Pcus, presidente dell'Ossezia settentrionale. Un'ora prima del blitz delle forze speciali russe, il presidente ha rassicurato che non ci sarebbe stato ricorso all'uso della forza. Dzasokhov è a capo della repubblica autonoma dell'Ossezia del nord dal 1998. Prima di allora è stato deputato alla Duma per il partito 'Potere del popolò guidato da Nikolai Rizhkov, ex premier sovietico ai tempi di Mikhail Gorbaciov. Nel 1990 Dzasokohov è stato segretario del comitato centrale e membro del politburo del Pcus.
RUSLAN AUSHEV, ex presidente dell'Inguscezia. Ieri con passo deciso è piombato sulla scuola di Beslan, e si è portato fuori 26 tra donne, bambini e neonati. Aushev, 50 anni, è considerato l'eroe per antonomasia tra i veterani della guerra in Afghanistan. Generale della riserva dell'esercito russo ha avuto il suo battesimo del fuoco sul fronte afghano a 26 anni. Per le sue gesta leggendarie in terra afghana è stato insignito del titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, la decorazione più alta che un militare potesse avere nel Paese. Negli anni 90 fa una rapida carriera sotto l'ala di Ieltsin. Diventa presidente dell'Inguscezia nel 1992 e vi rimane per un decennio. Caduto in disgrazia con l'ascesa di Vladimir Putin, che critica per la strategia militare in Cecenia, si dimette nel 2002. Ma in questi giorni il Cremlino, sotto il ricatto degli ostaggi di Beslan, ha dovuto ricorrere di nuovo a lui.

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