Sabato 15 Dicembre 2018 | 21:10

GDM.TV

Ossezia - Testimonianze dall'inferno, le voci dei sopravvissuti

Attentato ceceno ad Ossezia MOSCA - «Ho sentito una esplosione, allora ho rotto un vetro per fuggire. Tutti correvano, ci sparavano addosso, ho visto roba in fiamme che cadeva dal tetto»: avrà circa 12 anni il piccolo testimone dell'inferno di Beslan che per un attimo parla affannato alle telecamere di Ntv e Rts, ed è stato fortunato. Se l'è cavata con ferite superficiali dovute, precisa, «alle schegge di vetro». Un altro piccolo, all'incirca della stessa età, piange disperato fra le braccia della nonna, che da tre giorni aspettava in ansia davanti alla scuola maledetta: «Morti, tanti morti. Tanti bambini morti», mormora, e la voce si perde subito nei singhiozzi. Nel caos di Beslan, punteggiato da continue sparatorie e attraversato dalla corsa dei soldati che entrano in posizione e dal flusso delle barelle dei soccorritori, qualche testimonianza arriva anche dalle voci rotte dei cronisti: «Siamo nella palestra - racconta Julian Manyon di Itv - ci sono almeno 100 cadaveri. Anche bambini, purtroppo».

Le voci da Beslan disegnano un puzzle incompleto, le cui lacune sono difficili da colmare nella baraonda dell'azione in corso. Un'azione, ribadiscono i servizi russi, il Fsb, «assolutamente non pianificata», dettata dalle circostanze. «Da parte nostra - ha precisato Valeri Andreiev, capo del dipartimento osseto del Fsb, al secondo canale della televisione russa - non era prevista alcuna azione di forza, noi intendevamo portare avanti i negoziati».
Stando alla sua ricostruzione, gli eventi sono precipitati quando quattro medici della protezione civile, in base a un accordo raggiunto con il commando, sono entrati per recuperare i corpi delle persone uccise nella prima fase del sequestro: «sono avvenute due potenti esplosioni e, subito dopo, alcuni ostaggi, adulti e bambini, hanno cominciato a uscire di corsa, mentre i banditi aprivano il fuoco all'impazzata sui fuggitivi». A quel punto, le forze russe hanno risposto al fuoco «per salvare la vita degli ostaggi». E molti sono stati salvati, secondo un anonimo ufficiale interpellato dalla Tass: «I bambini che erano rimasti nella scuola, sono rimasti in generale incolumi. Le vittime sono fra quelli che erano fuggiti e che sono stati bersagliati dal commando». Le frammentate voci finora raccolte, e le ricostruzioni comunque premature finché la battaglia ingaggiata dai terroristi superstiti continuerà, hanno tuttavia un punto in comune: «E gente davvero crudele - afferma il pediatra Leonid Roshal, che gli stessi membri del commando avevano chiesto come mediatore - un nemico senza scrupoli. Ho parlato con loro molte volte al telefono cellulare, e ogni volta che ho chiesto di far arrivare cibo, acqua e medicine, si sono rifiutati».
Beatrice Ottaviano

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

Nuovo video per BandAdriatica, Elisa canta con Calcutta, il progetto Party Hard racconta Taranto

 
Rotonda - Bari:  il punto con La Voce Biancorossa, segui la diretta

Rotonda - Bari: il punto con La Voce Biancorossa Rivedi la diretta

 
Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

Torre Guaceto: masseria rurale trasformata in resort, sequestri

 
Decennale della Regia Aeronauticail Re passa in rassegna 4mila piloti

Decennale della Regia Aeronautica
il Re passa in rassegna 4mila piloti

 
Il bimotore Savoia Marchetti S 55uno dei simboli del progresso italiano

Il bimotore Savoia Marchetti S 55
uno dei simboli del progresso italiano

 
Inaugurazione aeroporto di Bariintitolato a Umberto di Savoia

Inaugurazione aeroporto di Bari
intitolato a Umberto di Savoia

 
Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini