Martedì 11 Dicembre 2018 | 01:28

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Violenti scontri e rappresaglie ai musulmani a Kathmandu dopo l'uccisione degli ostaggi nepalesi. Decretato il coprifuoco

NEW DELHI - L'uccisione in Iraq di 12 lavoratori del Nepal ha scatenato oggi la rabbia della gente: decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Kathmandu, la capitale.
Un uomo è stato ucciso e tre feriti da colpi d'arma da fuoco sparati da agenti a guardia dell'ambasciata egiziana a Katmandu che rappresenta gli interessi iracheni. In precedenza, secondo immagini diffuse dalle televisioni indiane, la folla ha assaltato la centrale moschea di Jama Masiid e ha dato fuoco a tappeti, oggetti e anche una copia del Corano. E' stato dato fuoco anche agli uffici della Qatar Airwaws e presi d'assalto e saccheggiati anche negozi di proprietari musulmani. «Oggetti di ogni tipo sono stati ammassati e dati alle fiamme, nelle strade si aveva l'impressione di una caccia al musulmano» ha dichiarato un testimone alla Misna l'agenzia missionaria dei comboniani. Nel pomeriggio il primo ministro nepalese Sher Bahadur Deuba ha imposto il coprifuoco dalle 14 di oggi a tempo indeterminato. C'è da dire che Kathmandu è da poco uscita dal blocco decretato dall'opposizione maoista che si batte contro il governo.
Nel pomeriggio il premier ha promesso indennizzi finanziari alle famiglie degli uccisi in Iraq e ha aggiunto che vittime del terrorismo sono non solo i lavoratori nepalesi ma gli stessi paesi per i quali i terroristi dicono di combattere.
Gli uccisi erano stati dirottati in Iraq da un'impresa che invia in Medio Oriente lavoratori provenienti dal Nepal, paese poverissimo che ha tra le sue maggiori entrate proprio le rimesse degli emigrati.
Contro i dodici uccisi non sono state mosse accuse specifiche, visto che il Nepal non ha truppe in Iraq, l'accusa ai nepalesi è stata di collaborare con Stati Uniti e Gran Bretagna.
La decisione di uccidere 12 lavoratori assolutamente incolpevoli ha scatenato la reazione di massa di parte di quelli che hanno visto la propria possibile sorte nella vicenda degli ostaggi iracheni.
I manifestanti scesi in piazza accusavano il governo nepalese di aver fatto poco o nulla per salvare gli ostaggi minacciati di morte.
Il governo, attraverso le parole del primo ministro, si è difeso sostenendo che i terroristi avrebbero ucciso in ogni caso indossando la maschera dell'Islam.
Il coprifuoco decretato dalle autorità nepalesi non dovrebbe avere influenza sulla presentazione delle credenziali del nuovo ambasciatore italiano Antonio Armellini che domani partirà per Kathmandu, le autorità hanno garantito l'incolumità al corpo diplomatico accreditato. La cerimonia di presentazione delle credenziali è prevista per il 5 settembre.
Roberto Scarfone

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