Domenica 09 Dicembre 2018 | 20:48

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Scade l'ultimatum per i due giornalisti rapiti mentre a Najaf si firma la pace

BAGHDAD/BEIRUT - E' scaduto questa sera l'ultimatum lanciato sabato - attraverso la Tv satellitare qatariota Al Jazira - dal gruppo estremista "Esercito islamico dell'Iraq" per rilasciare i due giornalisti francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot, scomparsi dal 20 agosto.
Nel video trasmesso da Al Jazira, i due uomini avevano dichiarato di essere prigionieri dell' "Esercito islamico dell' Iraq" - lo stesso che ha rivendicato il sequestro e l'uccisione del free-lance italiano Renzo Baldoni - e che, in cambio della liberazione dei due giornalisti, ha chiesto alla Francia di abrogare entro 48 ore la legge che vieta di portare il velo islamico nelle scuole pubbliche del Paese.
E mentre si fanno di ora in ora più frenetiche le iniziative diplomatiche francesi e di altri Paesi europei ed arabi nel tentativo di risolvere positivamente la crisi dei due giornalisti, oggi a Baghdad è stato raggiunto un accordo per porre fine ai combattimenti nel quartiere sciita di Sadr City.
Lo ha annunciato del giovane e controverso leader radicale Moqtada Sadr nella capitale, lo sheik Naim al-Qaabi.
«Oggi e» stato raggiunto un accordo in sei punti dopo oltre sei ore di discussione tra il movimento di Sadr e (il consigliere per la sicurezza nazionale del governo iracheno) Muffak al-Rubai», ha detto il portavoce del leader sciita.
«L'accordo dovrebbe essere firmato alle 21:00 locali (le 19:00 in Italia) dal capo dell'ufficio di Sadr a Sadr City, sheik Hassa al-Hazaari, ed il governo», ha precisato la fonte. Ma un portavoce del governo iracheno, parlando con giornalisti, ha detto di non essere al corrente di tale accordo. «E' una iniziativa locale, ma noi siamo favorevoli a ogni soluzione pacifica», ha precisato Sabah Kazem.
Dal canto suo, un collaboratore di Moqtada Sadr ha lanciato oggi un appello agli uomini dell' "Esercito del Madhi" (la milizia del leader radicale) per una cessazione delle ostilità in tutto l'Iraq. Lo ha riferito la tv libanese al-Manar (Il faro) di proprietà del movimento integralista sciita filo- iraniano Hezbollah.
«Data la situazione a Najaf e nelle province... noi chiamiamo tutti i membri dell'Esercito del Mahdi a cessare il fuoco a meno che non si tratti di legittima difesa, e di pazientare fino a che il programma politico che Sadr e i suoi stanno elaborando sia rivelato», ha detto uno degli uomini più vicini a Sadr, lo Sheik Ali Smeisim.
Sul fronte della vicenda dei giornalisti presi in ostaggio, il ministro degli esteri francese Michel Barnier - inviato nella regione dal presidente Jacques Chirac - è arrivato la scorsa notte al Cairo per colloqui con responsabili egiziani.
Barnier ha incontrato il generale Omar Soleiman, capo dei servizi di informazione egiziani e uomo di fiducia del presidente Hosni Mubarak, e il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa. Chirac aveva annunciato ieri sera in un discorso trasmesso da radio e tv che Barnier sarebbe partito «immediatamente» per il Medio Oriente, per ottenere la liberazione dei due uomini.
Da parte sua, la Lega per la difesa dei diritti del popolo iracheno avrebbe stabilito ieri, attraverso la propria sede di Baghdad, un contatto con i rapitori dei due giornalisti ed avrebbe ottenuto «un accordo di principio» per salvarli. Lo ha riferito al quotidiano Le Monde il presidente della stessa associazione, Mouzhar Al-Douleimi. La Lega per la difesa dei diritti del popolo iracheno avrebbe chiesto ai rapitori di «non nuocere ai due giornalisti e di liberarli, in ragione della posizione onorevole del governo e del popolo francese verso l'Iraq».
La richiesta della «liberazione immediata» dei due giornalisti francesi ed una condanna dei rapimenti e delle esecuzioni di giornalisti sono stati espressi oggi dall'ufficio di direzione della tv del Qatar Al Jazira, in un comunicato diffuso in tv ma non nel suo sito Internet. Su quest'ultimo è stato inoltre avviato un sondaggio tra i lettori sulla domanda «Credi che il rapimento dei giornalisti serva all'Iraq?».
«La catena Al Jazira chiede che sia garantita la libertà dei giornalisti in tutte le aree del mondo, in particolare in quelle di guerra e crisi, e chiede a tutte le parti di dare possibilità di movimento agli uomini dei mass media per esercitare il loro lavoro senza limitazioni».
«La catena tv condanna tutte le uccisioni - si dice ancora nel comunicato - i rapimenti e le restrizioni alle quali sono sottoposti i giornalisti e reclama la liberazione immediata dei giornalisti rapiti per consentire loro di continuare la loro attività e riferire la verità al pubblico in ogni luogo».

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