Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 15:48

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Al Jazira: l'immagine di Baldoni morto è stata scattata di giorno, prima della scadenza dell'ultimatum

Il video della rivendicazione del rapimento di Enzo Baldoni, trasmesso da Al Jazira, «è reale» e quindi il giornalista non è morto durante l'agguato. Ma Baldoni sarebbe stato comunque ucciso prima dello scadere dell'ultimatum, come dimostrerebbe il fotogramma in cui viene ripreso morto, realizzato in pieno giorno e non la sera. Sono questi gli importanti, presunti, sviluppi odierni nell'inchiesta sulla morte del free lance italiano. E non i soli.
«IL VIDEO E' REALE» - Lo ha dichiarato al Giornale Radio Rai «un esperto di montaggio che ha lavorato sull'originale della tv araba satellitare». «E' bastato aumentare quello che tecnicamente si definisce "il livello del black" dell'immagine, dunque schiarire il video - ha detto l'esperto, come riferisce lo stesso Gr - per scoprire che il fondo nero dietro al giornalista è una tenda. La stessa tenda che compare nei video dei due reporter francesi. Si vedono le pieghe, e il drappo si muove "in sincrono", contemporaneamente a Baldoni». Dunque, «il video è reale, Baldoni è stato effettivamente ripreso, vivo ed incolume, dai terroristi». Come si vede le immagini non sono ferme e sono state girate «con una telecamera a spalla, forse in Vhs, mentre per i giornalisti francesi è stato usato un cavalletto. I loghi e la scritta in arabo sono stati sovrapposti in post-produzione; compaiono infatti a tratti sopra la spalla di Baldoni e sono immagini fisse». Sul video, comunque, disporrà probabilmente una consulenza tecnica la procura di Roma.
UCCISO PRIMA DELLO SCADERE DELL'ULTIMATUM - Lo si desume da quanto dichiarato dal portavoce di Al Jazira ai microfoni del Gr1. A suo parere, infatti, l'immagine è diurna, «quasi certamente in pieno sole», mentre l'ultimatum scadeva nel tardo pomeriggio (le 18, ora di Baghdad). Il portavoce della tv - secondo cui nell'immagine non ci sono ombre - precisa di non essere un tecnico e non esclude la possibilità che siano state usate luci artificiali. Ma ribadisce: «per quanto vedo, si tratta di luce naturale, quindi di sole». Il fotogramma ricevuto da Al Jazira dai terroristi non ha indicazioni di data e ora della ripresa.
IL GIALLO DELLA MAGLIETTA - Circola in queste ore su Internet: la polo di Ghareeb, il controverso autista-interprete di Baldoni, sembra identica a quella indossata dal giornalista nel video della rivendicazione. Si tratta perlomeno di una «strana coincidenza» che è stata scoperta da alcuni blogger. Ghareeb è il palestinese-giordano «con tre passaporti» che guidava la Nissan di Baldoni quando c'è stata l'esplosione che ha costretto l'auto a fermarsi. E' in questa circostanza che Ghareeb sarebbe stato ucciso e Baldoni sequestrato. Da quanto si sa finora, il riconoscimento ufficiale del cadavere di Ghareeb non sarebbe mai avvenuto. Un volontario iracheno della Cri si sarebbe però recato all'indomani nell'ospedale dove la salma era stata portata e avrebbe riconosciuto l'uomo, scattando anche delle foto che ora sarebbero in mano ai magistrati romani. Non si sa se Ghareeb indossasse in quel momento la stessa polo verdina con cui è stato ripreso in molte sue foto che circolano su internet. Sta di fatto che Baldoni, che nelle immagini in circolazione viene quasi sempre ripreso in camicia, nel video diffuso da Al Jazira indossava una polo che - secondo le immagini messe a confronto sulla rete dai blogger - sembra identica a quella del suo autista.
PROCURA AL LAVORO - Al vaglio dei magistrati romani i rapporti di polizia e carabinieri sull'agguato e la relazione alla Farnesina dell'ambasciatore italiano in Qatar, che ha visionato il fotogramma con il corpo senza vita di Baldoni. In mano ai pm, secondo quanto si è apparso, alcune testimonianze raccolte dagli investigatori sul convoglio della Cri di cui faceva parte anche l'auto di Baldoni e sui suoi partecipanti ed alcune indicazioni generiche sul commando responsabile dell'agguato.
COPACO ASCOLTERA' SISMI - Il Comitato parlamentare di controllo sui Servizi di informazione ha convocato per il 7 settembre Niccolò Pollari, direttore del Servizio segreto militare. Dovrà riferire sull'attività del Sismi e «sui contatti avuti in loco» dall'intelligence durante il sequestro.
SCELLI, NESSUNA TRATTATIVA SU PIANO ECONOMICO - Contatti, quelli del Sismi, che sono tuttora attivi per cercare di ottenere la restituzione della salma di Enzo Baldoni. Si dice che si troverebbe nella zona di Kufa, ma non c'è alcuna conferma. Mobilitati anche i contatti iracheni della Cri, il cui commissario straordinario, Maurizio Scelli, ha smentito l'esistenza di trattative sul piano economico.

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