Giovedì 13 Dicembre 2018 | 07:26

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I fotografi: «Le forze dell'ordine aggressive oltre misura»

NAPOLI - Una nota di protesta per «episodi di violenza da parte di esponenti delle forze dell'ordine nei confronti di fotografi e cineoperatori impegnati nei servizi sulla manifestazione di Acerra» è stata diffusa oggi a Napoli dall'associazione di categoria Gsgiv (Gruppo specializzazione giornalisti dell'informazione visiva). La stessa associazione denuncia «atteggiamenti di intolleranza da parte di gruppi di manifestanti» durante la protesta di ieri contro il termovalorizzatore.
«Alcuni colleghi - si afferma nel comunicato - sono stati vittime di aggressioni ingiustificate e incomprensibili da parte di alcuni esponenti delle forze di polizia: gli operatori di una troupe televisiva che stava riprendendo gli incidenti per conto della Rai sono stati colpiti ripetutamente con manganelli e calci da agenti malgrado avessero anche esibito i tesserini professionali. Una telecamera è stata messa fuori uso. Un fotografo è stato preso di mira da un altro poliziotto che con il manganello gli ha distrutto l'obiettivo montato sulla macchina, e questo durante una pausa degli incidenti».
«Atteggiamenti di intolleranza nei nostri confronti sono stati attuati anche da gruppi di manifestanti, che hanno minacciato gli operatori prima e durante lo svolgimento del corteo - ha detto Ciro Fusco, presidente del Gruppo -. Non ci aspettavamo un analogo trattamento da parte di alcuni esponenti delle forze dell'ordine, tanto più grave quanto assolutamente senza giustificazioni. Nessuno dei contusi ha voluto ricorrere alle cure dei sanitari in quanto occorreva restare sul posto per svolgere il lavoro».
«Gli episodi avvenuti ieri - prosegue Fusco - non rappresentano una novità: negli ultimi anni durante le manifestazioni di piazza sfociate in incidenti sono state frequenti le intimidazioni delle forze dell'ordine contro i fotocineoperatori. Siamo convinti che tali atteggiamenti non coinvolgano la maggioranza delle forze dell'ordine e che non vi siano direttive dall'alto che determinano tali comportamenti. Però chiediamo che i responsabili degli episodi siano subito individuati e sanzionati da parte dei vertici della polizia, che dimostrerebbero così il rispetto dovuto nei confronti di chi svolge una attività essenziale per garantire il diritto di informazione».

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