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Un vero tesoro, con pietre preziose antichissime e pregiate

MOSCA - Un oggetto di venerazione da secoli, tanto da meritare una cattedrale a lei intitolata a Mosca, costruita a Mosca nel 1625 in quella che è l'attuale piazza Rossa, ma anche un vero e proprio tesoro, con pietre preziose antichissime e pregiate, dai rubini agli zaffiri: è l'icona della Madonna di Kazan che oggi è stata donata dal papa al patriarca Alessio II, in quella che non può essere chiamata una vera e propria «restituzione» in quanto l'icona non era stata presa da cattolici, ma semplicemente trafugata ad inizio Novecento e poi, forse, venduta addirittura dallo Stato, dopo la rivoluzione d'Ottobre.
Una vita di peripezie per la sacra immagine venerata in tutta la Russia, trovata miracolosamente nel 1579 a Kazan, con presunte origini bizantine, oggetto di copie venerate in modo altrettanto devoto, una delle quali portata a Mosca dal principe Pozarskij (in onore del quale era stata costruita la cattedrale nel Seicento poi distrutta dal comunismo e ricostruita nel 1993) che aveva combattuto e vinto i polacchi, scacciati proprio della città di Kazan.
Nonostante le differenti valutazioni sulla datazione dell'icona, su un punto tutti si possono dire d'accordo: si tratta di un vero e proprio tesoro, che al momento dell'acquisto negli Stati Uniti da parte dell'associazione cattolica Blue Army dopo una lunga trattativa iniziata negli anni Sessanta era stata valutata qualcosa come due milioni di dollari dell'epoca.
Non si tratta solo del valore dell'opera artistica in sè (esiste un ricco e prosperoso mercato di collezionisti di icone in tutto il mondo) ma anche della presenza di decine di pietre preziose che sono state incastonate nella protezione metallica dell'icona come decorazione: e se alcune sono risalenti al periodo in cui l'immagine è stata ospitata dal santuario di Fatima (dal 1985 fino al 1993 anno in cui è stata donata al papa) la maggior parte sono preziosi antichi, come risulta dalle diverse perizie e valutazioni fatte nel corso di questi ultimi anni.
L'icona, che rappresenta la madonna con il bambino, è dipinta con colori a olio a base d'uovo, su una tavola di tiglio di 31,5 centimetri per 26,1 e presenta evidenti tracce di cera colata che, secondo la perizia scientifica eseguita nel 2003 in nel palazzo apostolico vaticano da esperti russi e della Santa Sede, sono attribuibili all'originale uso liturgico e di culto della tavola.
Alcuni fori di chiodi di diametro diverso lungo i bordi fanno pensare ad una copertura diversa dall'attuale: in ogni caso, l'attuale «riza» è stata eseguita in argento dorato, con una incisione semplice in stile provinciale tardo barocco russo, appositamente realizzata per questa icona in tempo non lontana dalla pittura stessa.
Grazie a perizie fotografiche è stato possibile poi stabilire la datazione delle pietre: turchesi, quarzi, smeraldi, berillio, zaffiri, rubini. Un vero tesoro che è possibile datare con esattezza, visto il tipo di taglio delle pietre preziose. Sicuramente, le ultime ad essere state inserite, prima di quelle di Fatima dell'epoca moderna, risalgono al XVIII secolo, mentre altre sono antichissime. Non solo, ma provengono da tutta la Russia e da diverse parti del mondo, segno di una ricercatezza particolare nella decorazione dell'icona.
Attualmente il prezioso dipinto è conservato in una scatola che sembrerebbe essere stata eseguita nel XX secolo.

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