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Iraq - "Chi" è Sistani

Il Grande ayatollah Alì Sistani, che oggi ha compiuto la sua annunciata marcia trionfale di pace su Najaf per indurre alla resa il giovane radicale Moqtada Sadr e su cui si sono riposte le speranze perchè a Najaf e nelle altre città sciite torni la pace, è la massima autorità religiosa degli sciiti, che costituiscono la maggioranza della popolazione irachena.
Sistani, 73 anni, è un "marja al-taqlid", una «fonte di imitazione», ed è a capo della "Marjaiya" (direzione religiosa sciita) a Najaf. Quello che dice il Grande Ayatollah è legge, e non solo per il suo carisma religioso: è lui infatti a distribuire a varie organizzazioni e fondazioni islamiche i milioni di dollari di donazioni che ogni anno confluiscono a Najaf.
Ai tempi di Saddam Hussein, Sistani, che ha origini iraniane e porta il turbante nero dei discendenti di Maometto, si teneva alla larga dalle questioni di Stato. Ma, dopo l'occupazione dell'Iraq, si è accreditato sempre più come l'uomo con cui gli americani devono fare i conti se vogliono evitare che la transizione alla democrazia anneghi in un bagno di sangue.
Contrario alla violenza, il religioso si è proclamato neutrale e ha ordinato ai suoi seguaci di protestare solo in modo pacifico. Quando è scoppiata la rivolta sciita, ha rivolto ripetuti appelli alla calma e alla moderazione al leader estremista Moqtada Sadr e ai suoi miliziani, pur appoggiando le loro «rivendicazioni» e condannando le stragi di civili. Non ha mai risparmiato critiche agli occupanti americani e ha mostrato di poter mobilitare milioni di persone quando ha ordinato dimostrazioni pacifiche per la tenuta di elezioni dirette e immediate. Si è poi rassegnato a un loro rinvio ma, quando ha capito che stava per essere varata una bozza di costituzione in cui ai curdi venivano riconosciuti poteri eccessivi, ha tentato di bloccarla.
Inoltre, pur dicendosi contrario a rigide commistioni tra religione e politica, vorrebbe che la sharia (la legge islamica) diventi la principale base della nuova Costituzione.
Il Grande Ayatollah può contare sull'appoggio della Hawza, la scuola teologica sciita.

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