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Settebello delusione: va fuori dalle Olimpiadi

La partita del dentro o fuori, quella che avrebbe detto sì o no all'inseguimento del sogno olimpico, l'ha vinta la Grecia 6-4. L'Italia della pallanuoto è caduta nella tana del lupo ed è stata eliminata già dopo il girone di qualificazione
ITALIA-GRECIA 4-6 (0-1, 2-1, 1-2, 1-2)

Italia: Tempesti, Postiglione, Binchi, Buonocore, Gerini ne, Calcaterra R., Fiorentini, Angelini (1), Felugo (1), Calcaterra A., Rath, Silipo, Bencivenga (2). All.: De Crescenzo.
Grecia: Reppas, Schizas, Mazis, Loudis, Chatzitheodorou (1), Theodoropoulos, Afroudakis C. (1), Kalakonas (1), Afroudakis G., Santa (2), Vlontakis, Deligiannis, Thomakos (1). All.: Campagna.
Arbitri: Balfanbayev (Kaz) e Bookelman (Ola).
Superiorità numeriche: Italia 2/12; Grecia 4/10.

ATENE - La partita del dentro o fuori, quella che avrebbe detto sì o no all'inseguimento del sogno olimpico. L'ha vinta la Grecia, l'Italia della pallanuoto è caduta nella tana del lupo: quella dei padroni di casa, che nel sette della piscina hanno riposto molte delle aspettative da podio, dopo la caduta degli dei della pista, Kenteris e Thanou. E hanno fatto bene, visto che la loro nazionale guidata dall'ex azzurro Alessandro Campagna, ct a prova di sentimentalismi, ha fatto fuori dal giro delle medaglie olimpiche la squadra vicecampione del mondo. Lo ha fatto giocando al meglio tutte le sue carte e sfruttando la vera superiorità numerica della fresca serata ateniese: il pubblico, l'ottavo uomo senza calottina , che dalle tribune ha dato l'anima per mandare i suoi beniamini a segno.
Il pubblico greco se avesse potuto sarebbe sceso in acqua: e in qualche modo lo ha fatto, fischiando ogni azione del Settebello e incoraggiando a suon di 'Hellas, Hellas' i giocatori in piscina . Un tifo da stadio di calcio, un trionfo di bandiere con i colori di casa e striscioni con cuori per Santa, autore di una doppietta, e per Kalakonas. E pensare che all'Italia sarebbe bastato un pareggio per volare addirittura in semifinale: ma la Grecia, con il passaggio di turno già centrato, ha giocato con cuore, anima e tecnicamente meglio del Settebello, chiudendo in testa al girone e evitando così incroci scomodi. Con un pareggio, il team di casa si sarebbe trovato al terzo posto del girone, costretto a fare i quarti.
E invece la Grecia fa lo sgambetto ai cugini di 'una faccia, una razzà e arrivederci Italia: arrivata con la convinzione di andare fino in fondo, stasera lascia la piscina con la certezza di non aver fatto abbastanza. Gli azzurri chiudono ingloriosamente al quarto posto con sei punti. Il meccanismo della classifica avulsa manda avanti solo Grecia, Germania e Spagna. Per l'Italia ora c'è solo la malinconica prosecuzione del torneo per le posizioni dal quinto posto in poi. Il ct azzurro, Paolo De Crescenzo, ha voluto confermare ad Atene la rosa che lo scorso anno a Barcellona era riuscita a scalare il podio, sfiorando quasi il titolo nella finalissima. Un argento che aveva riportato tra le grandi una nazionale in fase di cambiamento: qualche innesto nuovo, speranze per il futuro, come quella chiamata Goran Fiorentini. Una stella nella rassegna iridata, quasi un fantasma in questo torneo olimpico. E non graffia più nemmeno capitan Carlo Silipo, l'unico che era in acqua dodici anni fa ai Giochi di Barcellona, quando l'Italia vinse lo storico oro a cinque cerchi. La Grecia ha investito tutto sulla pallanuoto maschile: «Qui pretendono la medaglia» aveva detto il ct italiano ingaggiato a suon di euro dai greci per portare la squadra ellenica dritta sul podio. Missione che adesso appare possibile: fuori l'Italia dalla corsa che conta, fuori anche gli Stati Uniti di un altro ex, Ratko Rudic, schiacciato dalla corazzata della Serbia Montenegro. Non era certo facile per l'Italia giocare in un contesto in cui tutto è sfavorevole: la classifica, per cui o sei dentro o sei fuori, e il pubblico, tutto per il sette di casa. Per la Grecia è stato esattamente il contrario. Il ritmo del sirtaki ha spronato subito i padroni di casa che in avvio si portano in vantaggio con con Kalakonas: gli azzurri, subito il break, sprecano un'occasione con Fiorentini in superiorità numerica. La Grecia avanza, Angelini accorcia le distanze. Fatica però il Settebello: si riporta in parità con Bencivenga. Ma con l'uomo in più gli azzurri non riescono a mettere dentro la palla. I greci, trascinati da un pubblico sempre più scatenato, non perdono concentrazione: aggressivi in attacco, determinati in difesa, non lasciano spazi. L'Italia subisce fino al 6-4 siglato da Santa. Esplode la gioia incontenibile dei greci sugli spalti. In tribuna, gli ospiti delle grandi occasioni: c'era la lady dei Giochi, Gianna Anghelopoulos, e anche un pezzetto d'Italia, con il sottosegretario Mario Pescante a fare il tifo per gli azzurri. Più composta la felicità dei giocatori, che si abbracciano sapendo di aver già centrato il sogno. Infranto quello dell'Italia, che esce con la delusione più grande. «Più amaro di così non era pensabile - dice sconsolato il ct azzurro De Crescenzo - ma la vera possibilità l'abbiamo persa perdendo la partita con la Spagna. Devo comunque lodare i ragazzi che hanno saputo resistere in questa bolgia». Era dentro o fuori, e per l'Italia la corsa finisce qui.

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