Martedì 11 Dicembre 2018 | 12:24

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Alla sbarra il caporale Charles Graner, presunto regista del fotoromanzo dell'orrore di Abu Ghraib

iraq WASHINGTON - Il presunto regista del fotoromanzo dell'orrore "girato" nel carcere iracheno di Abu Ghraib è comparso oggi davanti a un giudice militare nella base americane di Mannheim, nella Germania sud-occidentale.
Il caporale Charles Graner, 35 anni, rischia una condanna fino a 25 anni di reclusione se verrà riconosciuto colpevole di essere il trascinatore e l'ispiratore dei soldati che, nella famigerata prigione di Baghdad, avevano creato un braccio speciale dove i detenuti venivano sottoposti ai trattamenti più crudeli e degradanti.
La vicenda, sempre più imbarazzante per le autorità americane, si va a sovrapporre ora a quella altrettanto delicata di Guantanamo: nella base americana situata sull'isola di Cuba, infatti, domani iniziano i primi processi a carica dei quasi 600 prigionieri catturati, principalmente in Afghanistan.
Anche la vigilia è stata contrassegnata da perplessità e proteste: dopo una detenzione preventiva che dura da più di due anni, gruppi per la difesa dei diritti umani come Human Rights Watch contestano come inaffidabili e prive di garanzie le Commissioni militari cui sono stati affidati i procedimenti.
Come quelle di domani a Guantanamo, le udienze iniziate oggi a Mannheim hanno carattere preliminare. Queste ultime si tengono in Germania su richiesta dei legali di Charles Graner, che per motivi di sicurezza hanno preferito non recarsi a Baghdad.
Oltre al caporale, devono comparire in aula anche la soldatessa Megan Ambuhl, il sergente John Davis e il sergente maggiore Ivan Frederick. Secondo l'agenzia americana Ap, quest'ultimo domani ammetterà la propria colpevolezza e sarà perciò deferito automaticamente alla corte marziale.
La sua inevitabile condanna dovrebbe essere però ridotta, come è già avvenuto nel caso del soldato Jeremy Sivits, unico reo confesso, condannato a un anno.
Graner oggi si è presentato in aula con una tuta mimetica ed ha raccontato quanto fosse difficile anche per i carcerieri la vita a Abu Ghraib. «La frustrazione e la rabbia era tanta, ogni giorno ci raccontavano di nostri compagni uccisi», ha detto.
Il giudice in pratica ha respinto tutte le eccezioni della difesa, compresa quella che contestava il sequestro del pc portatile su cui Graner aveva immagazzinato la sua impressionante collezione di immagini.
Con la sua passione per la fotografia, Graner si è in pratica scavato la fossa da solo. E' lui che ha immortalato la soldatessa Lynndie England, sua compagna di sevizie e di letto, mentre trascina un iracheno nudo con un guinzaglio al collo.
I sui difensori sostengono che ha solo obbedito a ordini precisi impartiti per ammorbidire i prigionieri e incoraggiarli a vuotare il sacco negli interrogatori.
I vertici militari e politici hanno sempre negato questa tesi. Il presidente George W. Bush ha chiesto pubblicamente scusa per lo scandalo ma si è guardato bene dal licenziare Donald Rumsfeld, il segretario alla Difesa, come invece molti chiedevano.
Assieme a Bush, Rumsfeld è stato citato come testimone dai difensori di Graner in una precedente udienza tenuta a Baghdad, ma la richiesta è stata bocciata. Anche Lynndie England vorrebbero che venissero a deporre lo stesso Rumsfeld e il vicepresidente Dick Cheney, ma alle udienze preliminari del mese scorso il giudice non ha saputo decidere e a rinviato tutto sine die, anche perchè la ragazza, che ha 21 anni, aspetta un bambino da Graner che dovrebbe nascere il mese prossimo.
Oggi, intanto, un altro militare americano doveva comparire davanti a un giudice in California: il sergente Gary Pittman, accusato di avere ucciso con un colpo di karatè un detenuto iracheno in un carcere nei pressi di Nassiriya.
Domani poi è atteso un primo rapporto della Commissione indipendente nominata dal Pentagono per far luce sui presunti abusi in centri di detenzione come quelli in Iraq o a Guantanamo.
Alla vigilia dell'inizio delle udienze, una portavoce militare a Guantanamo, Susan McGarvey, ha assicurato che i processi saranno equi ma ha spiegato che solo tribunali militari li possono gestire. «Si tratta di giudicare reati commessi nel corso di un conflitto in atto come la guerra al terrorismo», ha detto.
Augusto Zucconi

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