Caso Claps - L'altro indagato, Eris Gega, fu anche sottoposto a ipnosi
Subito dopo la scomparsa di Elisa le attenzioni degli inquirenti si concentrarono su due giovani: Danilo Restivo ed Eris Gega. Quest’ultimo, oggi 37enne, così come Restivo, fornì una versione dei suoi spostamenti, nel corso di quella maledetta domenica di settembre ‘93, che apparve subito contraddittoria: disse di non essersi recato nel centro storico di Potenza, ma altre testimonianze evidenziarono che la mattina incontrò amici proprio in piazza Mario Pagano, nel cuore del borgo potentino.
Lui ritrattò la ricostruzione di ciò che aveva fatto, ma gli inquirenti non gli credettero. E il 22 dicembre ‘94 venne arrestato con l’accusa di false dichiarazioni al pubblico ministero. L’albanese tornò in libertà l’11 gennaio. Da allora è sparito. Ha lasciato Potenza per emigrare al Nord, come ha fatto Eliana De Cillis, testimone chiave della vicenda, amica di Elisa, che oggi fa l’insegnante di sostegno a Reggio Emilia.
Le bugie sugli spostamenti del 12 settembre ‘93 sono costate ad Eris Gega il carcere, attirando su di sé i sospetti degli investigatori. Per un certo periodo, infatti, scalzò Danilo Restivo dal «podio» del principale sospettato, al punto da spingere gli stessi inquirenti a sottoporlo ad una sorta di macchina della verità. A ottobre del ‘94, infatti, l’allora ventenne albanese fu accompagnato per tre volte nello studio di Stefano Benemeglio, psicologo ipnologo del tribunale di Roma. Sotto ipnosi Gega raccontò cosa accadde quella mattina e confermò di essere stato in piazza Mario Pagano, ma di non aver visto Elisa.
Furono necessarie tre sedute per completare il quadro della testimonianza: la prima servì per prepararlo a tecniche mnemoniche regressive; durante la seconda cadde in una trance definita «media» per ricordare cosa accadde il 12 settembre ‘93; la terza, infine, si è basata su una trance profonda, con fenomeni di anestesia e analgesia su tutto il corpo e in particolare sul viso. Fenomeni che furono accertati con il passaggio di una sigaretta accesa sul viso e con ripetuti schiaffi per sollecitare una reazione, se pur minima, del giovane. Ma Gega non reagì neanche con semplici spostamenti del viso. Rispose alle domande e confermò ancora una volta cosa fece e chi incontrò il giorno della scomparsa di Elisa Claps.
Lui ritrattò la ricostruzione di ciò che aveva fatto, ma gli inquirenti non gli credettero. E il 22 dicembre ‘94 venne arrestato con l’accusa di false dichiarazioni al pubblico ministero. L’albanese tornò in libertà l’11 gennaio. Da allora è sparito. Ha lasciato Potenza per emigrare al Nord, come ha fatto Eliana De Cillis, testimone chiave della vicenda, amica di Elisa, che oggi fa l’insegnante di sostegno a Reggio Emilia.
Furono necessarie tre sedute per completare il quadro della testimonianza: la prima servì per prepararlo a tecniche mnemoniche regressive; durante la seconda cadde in una trance definita «media» per ricordare cosa accadde il 12 settembre ‘93; la terza, infine, si è basata su una trance profonda, con fenomeni di anestesia e analgesia su tutto il corpo e in particolare sul viso. Fenomeni che furono accertati con il passaggio di una sigaretta accesa sul viso e con ripetuti schiaffi per sollecitare una reazione, se pur minima, del giovane. Ma Gega non reagì neanche con semplici spostamenti del viso. Rispose alle domande e confermò ancora una volta cosa fece e chi incontrò il giorno della scomparsa di Elisa Claps.