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Turismo 2004: il flop del Salento

La difesa dell'ambiente è quindi un'emergenza prioritaria se si vuole veramente puntare a sostenere il turismo salentino, un'industria che proprio quest'anno aspettava di vedere il suo riscatto e che invece ha dovuto incassare una sconfitta
«Il mare del Salento è cristallino ma, se non si paga, lo si può vedere solo in cartolina». E' con questa affermazione che i rappresentanti di Legambiente hanno evidenziato ad Otranto lo scorso luglio uno dei problemi più rilevanti per chi si misura con il territorio, per pianificare marketing turistico serio. «La regione Puglia per opera dell'Ufficio del demanio marittimo negli ultimi tempi ha offerto una raffica di concessioni demaniali che si sono contrapposte ad altre preesistenti: il tutto senza consultare il parere degli enti locali e generando il caos. Il Salento ha un patrimonio ambientale bellissimo ed immenso, ma continuamente minacciato da tentativi di bassa speculazione. Ora è assoluta priorità tutelare le coste salentine perché solo così si potrà garantire una sana politica di sviluppo economico e turistico».
La difesa dell'ambiente è quindi un'emergenza prioritaria se si vuole veramente puntare a sostenere il turismo salentino, un'industria che proprio quest'anno aspettava di vedere il suo riscatto e che invece ha dovuto incassare una sconfitta.
E dire che tutto era iniziato sotto i migliori auspici. L'Azienda per il turismo di Lecce aveva diffuso dati incoraggianti sui primi 4 mesi dell'anno 2004, con incrementi del 4% di presenze di turisti stranieri, che facevano ben sperare per la stagione estiva e nell'avviare una politica di destagionalizzazione preziosa per il territorio. Solo nel periodo pasquale i dati parlavano di una presenza dell'11% in più di italiani e 3% in più di stranieri (tedeschi in larga parte) arrivati per godere dei gioielli culturali e gastronomici locali. Poi qualcosa non è andato per il verso giusto. Poco prima di Ferragosto gli operatori lamentavano un -4% di presenze sulle tre province di Lecce, Taranto e Brindisi e se la settimana centrale di agosto ha registrato quasi ovunque il tutto esaurito, l'estate 2004 sarà sicuramente ricordata per il diffuso «mordi e fuggi» di un turista per lo più locale ed in spostamento rapido, sue e giù tra città e villeggiatura. Sagre e tarantelle non sono bastate a stabilizzare i flussi turistici italiani e stranieri, sia per il rialzo dei prezzi, sia per la perdita del potere d'acquisto dei consumatori, che ha portato a chiedere alle varie categorie un progetto di saldi e sconti applicati anche ai pacchetti turistici.
«Serve una strategia unitaria di marketing territoriale - lamenta Edoardo Caizzi presidente di Federalberghi - agli imprenditori turistici si devono chiedere strutture all'avanguardia, servizi di divertimento che assecondino i gusti del cliente, ma gli enti locali devono fare la loro parte nell'organizzazione di eventi e maggior cura delle infrastrutture».
«Il turista straniero si accontentava del bel mare e del sole caldo di Puglia, ora pretende maggiori servizi e confort; ecco perché Regione, Enti locali e federazioni turistiche devono fare ognuno il proprio lavoro, per fornire il miglior servizio possibile» rincara la dose Francesco De Sario, presidente della Fiavet Puglia.
Oltre all'ambiente resta poi il problema collegamenti e servizi. «Se la Puglia è lontana, il Salento è due volte distante dal cuore d'Europa e dal resto d'Italia - spiega Luigi Manzionna, presidente del Cotup - e questo penalizza non poco il tacco d'Italia, oltre al fatto che mi sembra che non ci sia la volontà di risolvere il problema. Dove sono i servizi funzionanti? I parcheggi, la segnaletica, i servizi sanitari! Se un residente ha problemi a trovare un Pronto Soccorso efficiente, figuriamoci un turista ed in un periodo estivo».

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