Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 12:54

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Wireless, il web senza fili

L'Internet senza fili sta arrivando, anzi per la precisione è già tra noi, con un bel sospiro di sollievo da parte di tante mamme che si rifiutano di lavare nelle stanze dei figli «troppo tecnologici», per paura che l'acqua mandi tutto il groviglio di fili, tra computer, stampante, scanner, video e chi più ne ha più ne metta, in corto circuito.
Peccato che una volta convertiti al wireless al timore di far danni si sostituisce ad un ben più pericoloso problema: con le nuove tecnologie di connessione aumenta a dismisura la possibilità di scardinare la sicurezza della Rete. Quasi, quasi è preferibile un bel corto circuito.
Solo che la tentazione di passare al wireless è alta: un accesso molto più rapido, la comodità di non essere più legati a fili e cavi ed oplà la paura di «essere bucati» passa in secondo piano.
E' nelle reti private che il Wi-Fi (il termine, che significa letteralmente Wireless Fidelity, è una forma dialettale che deriva da una storpiatura del termine Hi-fi perché anche in quel caso la trasmissione avviene attraverso onde radio che viaggiano nello spazio. Per il wireless la trasmissione avviene principalmente via radiofrequenza, RF - come per la musica - o via infrarosso, IR) si sta diffondendo a macchia d'olio.
L'accesso alla Rete avviene attraverso il protocollo 802.11b ad una velocità massima che può arrivare a 11 megabit al secondo, in pratica una saetta, ma cosa succede? Chiunque abbia una connessione ad Internet può aggiungere un'apparecchatura dotata di antenna che permette di generare una bolla di connettività wireless per un raggio di circa 100 metri. L'apposito protocollo di trasmissione permette ai computer dotati di un'apposita scheda di accedere alla rete ad alta velocità. Solo che chiunque si trova all'interno della bolla di connessione, con un altro apparecchio wireless, può sfruttare la stessa connessione e accedere alla rete locale.
E' già dentro il sistema senza molti sforzi e i danni che può fare sono enormi. Tra l'altro il protocollo 802.11b prevede che molte informazioni viaggino in chiaro e presenta molti errori di programmazione: in pratica si apre il paradiso degli hacker.
Le indicazioni di mercato prevedono che entro il 2005 il 45% dei dati viaggerà su reti wireless, forse è il caso di iniziare a correre ai ripari e preoccuparci di più di sicurezza informatica.

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