Perizia Elisa Claps «Fu uccisa durante violenza sessuale»

La perizia dell’anatomopatologo Francesco Introna sull’autopsia di Elisa Claps non è più secretata dalla Procura generale di Salerno. A quanto si apprende ne hanno ottenuto copia i legali di entrambe le parti, la famiglia Claps (parte lesa) e Danilo Restivo (accusato dell’omicidio). 

La relazione di circa 300 pagine contiene le risposte ai quesiti della Procura di Salerno sulle modalità dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere che gli inquirenti hanno comunicato l’altro giorno in una affollata conferenza stampa. 

La perizia contiene anche la risposta al quesito del perchè non sia mai stata avvertita la presenza del corpo in decomposizione nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza dove è sempre stato fin dal 12 settembre 1993, giorno dell’omicidio. Entrambi gli avvocati -Giuliana Scarpetta per la famiglia Claps e Mario Marinelli per Restivo- hanno dichiarato all’ADNKRONOS di "non aver avuto ancora il tempo di guardare la perizia". 

Elisa Claps scomparve a Potenza la mattina del 12 settembre 1993. Il suo cadavere è stato ritrovato il 13 marzo scorso, dopo 17 anni, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità del capoluogo. La scorsa settimana Danilo Restivo, di 38 anni, è stato raggiunto da un mandato di arresto europeo quale presunto responsabile dell’omicidio della studentessa. Il provvedimento gli è stato notificato in un carcere inglese dove si trova detenuto dal 19 maggio scorso perchè sospettato dell’omicidio della sarta inglese Heather Burnett.

ELISA GIUNSE IN VITA NEL SOTTOTETTO CHIESA 
''Elisa Claps giunse in vita nel sottotetto” della chiesa della Santissima Trinità di Potenza: è quanto si apprende dalla perizia medico legale di Francesco Introna, di cui l’ANSA ha potuto prendere visione. Poi “la salma fu trascinata per i piedi – continua il perito - fatta rotolare lateralmente, fino al sito in cui fu rinvenuta”. Introna sottolinea anche che “la decomposizione avvenne nel sito in cui è stata rinvenuta” la salma stessa. 

TUTTO LASCIA SUPPORRE UN TENTATIVO DI VIOLENZA SESSUALE 
Gli indumenti di Elisa Claps ed alcune lesioni della salma “fanno supporre” che la ragazza di Potenza uccisa nel 1993 sia stata vittima di una aggressione sessuale. Lo si apprende dalla perizia medico legale di Francesco Introna. Il perito descrive i pantaloni con la “cerniera aperta”, “abbassati al pari delle mutandine al di sotto dei fianchi”; le mutandine con l’elastico rotto e “il reggiseno rotto anteriormente a livello della giunzione delle coppe”. 

“Tutto questo lascerebbe supporre – scrive Introna – che l'aggressione mortale possa essere occorsa nel corso di atti sessuali”. Alla stessa conclusione il perito arriva per alcune lesioni della salma: “La localizzazione delle lesioni contusive all’interno della coscia destra e delle mammelle”, e anche in considerazione di come gli indumenti furono rinvenuti sulla salma, potrebbero far supporre una violenza sessuale. 

ELISA COLPITA 13 VOLTE CON LAMA 5,5 CM 
Elisa Claps fu colpita dal suo assassino al torace almeno 13 volte e riportò almeno 12 ferite da punta e taglio e almeno una da taglio. «Delle 12 lesioni da punto e taglio – è scritto nella perizia – nove furono inferte posteriormente e tre anteriormente. Delle nove che attinsero la vittima posteriormente, tre attinsero l’emitorace posteriore sinistro e sei attinsero l’emitorace posteriore destro». I fendenti che raggiunsero la vittima – si legge – «erano tutti orientati dal dietro in avanti, sia pure con diversa inclinazione». 

«Delle tre lesioni anteriori – aggiunge Introna – quella che raggiunse la prima vertebra toracica aveva inclinazione dall’alto in basso, dall’avanti indietro e da destra a sinistra». L'unica lesione rilevabile da taglio – precisa ancora il perito – «attinse la vittima in corrispondenza delle regioni laterali dell’emitorace destro». Il medico legale, infine, sottolinea che «per quanto ricercate», non sono risultate rilevabili lesioni «indicative di una morte, o della messa in opera di tentativi asfittici, per strozzamento e soffocamento».

PIU' CIOCCHE CAPELLI TAGLIATE AD ELISA 
L'assassino di Elisa Claps tagliò più di una ciocca di capelli alla sua giovanissima vittima.  “Alcune ciocche di capelli - si legge nella perizia - furono tagliate di netto nell’immediatezza della morte”. Ed e' quella che viene ritenuta dagli investigatori la firma dell'assassino. Danilo Restivo, unico indagato per il delitto, era solito infatti tagliare ciocche di capelli alle ragazze che incontrava per strada. Una ciocca di capelli e' stata tagliata anche a Heter Barnett, la donne uccisa nel Dorsett e per il cui delitto e' stato incriminato lo stesso Restivo.

ORE 19.47 - DIFESA: NON PROVA RESPONSABILITA' RESTIVO
Nella perizia consegnata alle parti, “non c'è prova della responsabilità di Danilo Restivo in riferimento al reato contestato”: lo ha detto all’ANSA l'avvocato Mario Marinelli che ha ricevuto oggi la relazione dell’anatomopatologo Francesco Introna che ha eseguito l'autopsia sul cadavere di Elisa Claps. 

''Quanto affermato dal Procuratore generale di Salerno nella conferenza stampa convocata lo scorso 28 maggio – ha aggiunto Marinelli – ci lascia completamente esterrefatti in ordine alla dedotta sussistenza della prova”. Marinelli, infine, ha detto che fino al pomeriggio di ieri, a Danilo Restivo non era stata ancora notificata, nel carcere inglese dove è detenuto per l’omicidio Barnett, l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Salerno.

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