Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 13:19

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Decisione irremovibile: no all'inceneritore

ACERRA (NAPOLI) - «No all'inceneritore, senza se e senza ma». I rappresentanti dei Comitati di lotta contro il termovalorizzatore hanno ribadito nel corso di una conferenza stampa le loro intenzione di bloccare la costruzione del contestato impianto. Quaranta minuti per illustrare le ragioni di una mobilitazione che va avanti ormai da quattro giorni, per dire che Acerra «è ormai un caso nazionale» e per bocciare senza alcuna esitazione il piano rifiuti del commissariato di governo.
Per i manifestanti è «il movimento di base, del popolo di una città medaglia al valor civile» a condurre questa battaglia «anche senza l'appoggio delle forze politiche».
Ma questa mattina i rappresentanti dei comitati hanno invitato ufficialmente il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti ed il portavoce nazionale dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio a scendere al loro fianco «per una mobilitazione giusta e civile, per difendere non solo il diritto alla salute ma anche al rispetto della volontà democratica».
«Non si può decidere la costruzione di un impianto di questa natura - ha detto il portavoce del Comitato, Rino Malinconico - senza avere la condivisione del popolo. Questa terra ha già pagato un tributo altissimo». Ma ad Acerra dicono che il termovalorizzatore non si dovrà fare, nè qui nè altrove ribadendo che la soluzione all'emergenza che da anni investe la Campania passa attraverso una raccolta differenziata sempre più spinta e al riciclaggio delle materie «così dando lavoro realmente alle popolazioni locali e non con il miraggio di posti che dovrebbero essere assicurati da queste strutture». Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche del provvedimento di revoca del dissequestro dei sette impianti di Cdr gestiti dalla Fibe, la stessa società che dovrà provvedere alla costruzione e alla gestione dei termovalorizzatori.
«Per fare ciò - ha aggiunto Malinconico - la magistratura avrà le sue buone ragioni». Occupazioni, blocchi stradali e altre iniziative sono definite dai manifestanti azioni necessarie per suscitare attenzione. Il loro impegno è di tenere attivo il presidio in località Pantano fino a quando «l'ultimo agente non avrà lasciato la zona e fino a quando le ruspe impegnate all'interno del cantiere non saranno andate via».
Sono stati anche confermati lo sciopero generale per la prossima settimana «per dimostrare agli scettici che la città è con noi» e la manifestazione del 29 agosto per la celebrazione ad Acerra della giornata mondiale contro gli inceneritori.
«Qualcuno dovrà ascoltarci - hanno ribadito i manifestanti - porteremo le nostre ragioni anche all'attenzione delle più alte cariche dello Stato». L'ultima stoccata è riservata ai presidenti della Regione Campania, Antonio Bassolino e della Provincia di Napoli, Dino Di Palma. «Di Palma dovrà dirci da che parte sta - hanno detto i rappresentanti del Comitato - aspettiamo qui una sua visita. Non ci basta che la Provincia si esprima solo sulle eventuali garanzie offerte in merito al funzionamento dell'impianto. Garanzie che a noi non servono perchè questo impianto non lo vogliamo». Ed è un esempio da imitare quanto avvenuto a Scanzano: la lotta contro il deposito delle scorie nucleari «è stata vinta perchè c'era il sostegno di tutte le istituzioni locali». «E se qui non l'avremo - annunciano i manifestanti - andremo avanti lo stesso, solo con la forza dei movimenti di base».

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