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Grottaglie, la «Quinta area» dimenticata

GROTTAGLIE (TA) - I produttori ed amministratori grottagliesi rivolgono all'assessorato all'Agricoltura della provincia di Taranto la richiesta di integrare e modificare il 1° Piano agricolo provinciale, varato nei primi mesi di quest'anno e inserire anche il territorio di Grottaglie tra le aree per produzioni pregiate. Si chiede in pratica di istituire una «quinta area» alle quattro già esistenti: le Murge (comprendente Martina Franca, Mottola, Crispiano e parte di Massafra), la Pianura jonico-salentina (Avetrana, Fragagnano, Lizzano, Manduria, Maruggio, San Marzano di S. Giuseppe, Sava, Torricella e Taranto), l'Arco jonico (Palagiano, Palagianello e la parte restante di Massafra) e l'Occidentale (Castellaneta, Ginosa, Laterza e Mottola).
Grottaglie, a dire di tutti gli interessati, è stata completamente dimenticata, se non con una generica menzione «l'uva da tavola si può trovarla nella zona di San Giorgio Jonico e Grottaglie, con varietà prevalenti quali la Regina dei Vigneti e l'Italia», un'eccessiva approssimazione dato che perché nell'intero territorio di Grottaglie si contano 3.570 aziende agricole rispetto a tutte le 43.248 dell'intera provincia tarantina, una superficie agricola utilizzata (SAU) di 7.882 ettari rispetto ai 134.475 su cui può contare l'intero tarantino, la presenza di due organismi associativi per la tutela e commercializzazione dell'uva da tavola ed altrettanti per la trasformazione di pregiati vini e distillati. La produzione dell'uva da tavola, poi, è a livelli elevati: 1.846 ettari rispetto ai complessivi 8.939 utilizzati per questa stessa produzione nell'intera provincia.

Il tutto si traduce in cifre più che interessanti nell'occupazione. Nell'intero comprensorio grottagliese l'alta produzione di uva da tavola, vino ed olio, infatti, assicura annualmente 250.000 giornate lavorative agli addetti, rispetto ai 4.770.510 registrate nell'intera provincia.
Cifre e dati che, inoltre, attestano un crescente interesse dei giovani lavoratori verso il comparto agricolo, che negli ultimi anni aveva fatto registrare una sensibile emorragia. Ciò comporta, consequenzialmente, elevate prospettive di sviluppo per via anche del sempre crescente interesse al prodotto grottagliese della Grande distribuzione organizzata (GDO) che, a sua volta, sta incentivando la diversificazione del comparto produttivo, una maggiore specializzazione nel comparto agroalimentare specifico, lo sviluppo (ora ancora allo stato embrionale) della cooperazione legata anche al ciclo di trasformazione dei prodotti, una maggiore disponibilità nel recupero di edifici e strutture rurali di pregio storico per destinarli all'ospitalità turistica.
Per gli amministratori grottagliesi, quindi, vi sono tutte le migliori condizioni perché sia istituita la quinta zona, da denominarsi «Conca di Taranto», che comprenda, oltre la stessa Grottaglie, i Comuni limitrofi di Monteiasi, Montemesola e parte di Taranto. Territori, inoltre, che presentano una ben definita capacità di efficienza agronomica nella produzione di varietà di uve da tavola precoci con o senza semi (apirene) quali Vittoria e Sugraone.
Paolo Lerario

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