Giovedì 13 Dicembre 2018 | 09:59

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Azzurri olimpici scelti per spot al posto dei calciatori

Finita l'era dei divi del pallone come testimonial a prodotti e marchi: inflazionati, lontani dalla gente e troppo capricciosi. Adesso i guru degli spot puntano sull'immagine di alcuni olimpici azzurri: volti puliti, personaggi ancora in grado di esprimere dei valori
ATENE - Un milione di euro alla giovanissima nuotatrice Federica Pellegrini e l'oro nella sciabola, Aldo Montano per utilizzare il loro volto in uno spot. Ottocento mila Euro a Massimiliano Rosolino per uno spot per profumi. Sembra ormai finita l'era dei divi del pallone come testimonial a prodotti e marchi: inflazionati, lontani dalla gente e troppo capricciosi. Adesso i guru degli spot, sempre alla ricerca di «nuovi talenti» vorrebbero utilizzare in esclusiva l'immagine di alcuni olimpici azzurri: volti puliti, personaggi ancora in grado di esprimere dei valori e di riunire tutti gli italiani, come dimostrano gli ascolti Tv. Per pubblicitari ed esperti di marketing, per i quali «gli atleti olimpici varrebbero milioni di euro, bisognerebbe però che i media dessero più spazio ad altri sport oltre al calcio». Questo è quanto emerge da un'indagine di marketing realizzata dall'Osservatorio dei Registi di Brw & Partners, una delle più premiate ed importanti case di produzione pubblicitaria in Italia e condotta, in collaborazione con Eta Meta Research, attraverso 100 interviste a pubblicitari ed esperti di marketing sul valore dei testimonial sportivi. «Finalmente stanno emergendo volti nuovi e personaggi dello sport in grado di riunire e mettere d'accordo milioni di italiani - sottolinea Saro Trovato, presidente di Eta Meta - Gli atleti olimpici oltre a ottenere grandi risultati dal punto di vista agonistico incarnano i valori dello sport vero e positivo. Sono sicuramente una risorsa per le aziende, ma, come emerge dalle interviste, servirebbe più spazio sui media per tutti quegli sport minori in grado di creare personaggi nuovi, eroi in cui riconoscersi, cosa che i divi del pallone sembrano riuscire a fare sempre meno».
Piacciono a tutti ed esprimono i veri valori dello sport e della sfida: queste le caratteristiche vincenti degli olimpici azzurri. Il testimonial sportivo? Per pubblicitari e aziende funziona ancora. Malgrado le debacle della nazionale di calcio, le figuracce a livello internazionale per il comportamento di alcune star del pallone, ben 7 intervistati su 10 (71%) sono convinti del fatto che utilizzare in uno spot il grande campione dello sport sia ancora un'arma vincente. Solo il 14% boccia l'utilizzo di testimonial sportivi, ritenendoli ormai troppo poco efficaci. A sorpresa però in cima ai desideri dei guru degli spot e dei responsabili marketing non ci sono più i calciatori, indicati come i migliori testimonial solo dal 24%. Nella classifica dei più papabili ci sono infatti i volti nuovi dello sport tricolore, gli atleti della squadra olimpica, almeno per il 62% degli esperti intervistati. Il motivo di questo «sorpasso» storico? Va ricercato soprattutto nelle caratteristiche che gli stessi atleti devono incarnare e trasmettere per poter essere «papabili» da parte delle aziende. «Il dibattito sull'utilizzo dei testimonial è un tema sempre caldo nel mondo della pubblicità - sottolinea Giulio Romieri, presidente di BRW&Partners - e sicuramente il testimonial sportivo è uno dei più efficaci, ma solo se risponde ad alcune caratteristiche. I calciatori rappresentano sempre di più un rischio per le aziende, e da tempo si dice di puntare sugli altri sport. Allo stesso tempo però non è possibile che ancora si debbano aspettare le Olimpiadi perchè i media diano spazio e rilievo a sport diversi dal calcio, situazione che certo non aiuta la creazione di nuovi personaggi».

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