Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 16:01

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Si è trattato di un corto circuito

CHIETI - La piccola porzione di muro annerita dal fumo, sopra a una finestra, è l'unica traccia che all'esterno parla della tragedia consumatasi la notte scorsa in una graziosa villetta di Ripa Teatina (Chieti), dove una giovane mamma e un bimbo di 16 mesi sono morti, soffocati dal fumo prodotto da un incendio scoppiato per cause ancora da spiegare, ma molto probabilmente riconducibili a un guasto dell'impianto elettrico.
Dopo oltre un'ora, il pm di Chieti, Rosangela Di Stefano, e il perito nominato dal Tribunale, Aldo Giordano, ingegnere ex comandante dei vigili fuoco, hanno terminato il sopralluogo.
Pare che la cause siano da ricollegare a qualche problema elettrico nell'appartamento, che si trova al piano rialzato della villetta bifamiliare, ristrutturata da poco, al centro del paese. Circondata da un muretto con piante e fiori, alla casa si accede da una scalinata esterna, nel perimetro di pertinenza dell'edificio. La caldaia del gas è esterna.
Da quanto è emerso finora, l'incendio avrebbe avuto origine nella stanza del bambino, completamente distrutta dalle fiamme. Il piccolo Pierluigi Giampaolo aveva compiuto un anno ad aprile. La mamma, Filomena Masci, ne aveva compiuti appena ieri 33, ma avrebbero festeggiato il compleanno sabato prossimo, dice un parente. Laureata in Economia e Commercio, la donna lavorava al Cup di Chieti, il Centro unico di prenotazione della Asl. Il marito, Luciano Giampaolo, 42 anni, è tecnico radiologo all'ospedale teatino, e ieri sera, in turno di reperibilità, era al lavoro.
Sembra che intorno alle 23:30 sia scoppiato l'incendio. La donna è andata nella camera del bambino, lo ha preso per portarlo in salvo, ma entrambi sono caduti e sono stati sopraffatti dal fumo.
Fra i primi a dare l'allarme è stata la nonna paterna del bambino, che vive sola in un appartamento al piano terra. Ha provato a chiamare la nuora usando il citofono interno, ma non ricevendo risposta ha telefonato al padre di Filomena e insieme hanno avvertito i vigili del fuoco, per poter entrare in casa. La caserma è vicina, i pompieri sono arrivati in pochi minuti, e quando sono riusciti ad aprire le finestre dell'appartamento al primo piano, tutte chiuse, probabilmente l'immissione d'aria ha alimentato le fiamme residue, che solo dopo un'altra ora sono state spente completamente. Mamma e figlio, però, erano già morti per soffocamento; sembra infatti che sui corpi non siano state rilevate ustioni.
Il sindaco di Ripa Teatina, Mauro Petrucci, giunto sul posto, dove si trovano anche i Carabinieri della Compagnia e del comando provinciale di Chieti, sta decidendo con la giunta comunale e con la Prefettura di Chieti, se proclamare il lutto cittadino.

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