Giovedì 13 Dicembre 2018 | 19:47

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Rota, il re di spade cade dal trono

ATENE - Il re è nudo. Cade dal trono Alfredo Rota. Sulla pedana di Atene, getta al vento le sue speranze di vittoria con una disastrosa prova negli ottavi di finale. L'atleta azzurro, vincitore della coppa del mondo e numero uno nel ranking mondiale, è stato beffato dal semisconosciuto americano Thompson, numero 25 della classifica mondiale. Un assalto da dimenticare, per lo spadista milanese che era venuto ad Atene con l'obiettivo minimo di entrare in finale.
Rota è partito malissimo: ha subito l'avversario nella prima parte dell'assalto finendo subito sotto di cinque stoccate. Poi è riuscito a recuperare nella parte centrale del duello, fino al 13 a 13. Ma le ultime due botte sono state dell'avversario. L'azzurro non ha molta volta di parlare: «Sono troppo rammaricato per fare un'analisi distaccata. Proprio non capisco che cosa sia successo. Ho perso. E non riesco a capire perchè. Ero arrivato a portarmi sul 13 pari, poi l'americano ha piazzato le due stoccate decisive. Sono completamente sconfortato». Per Alfredo non resta che la magrissima consolazione, che ha il sapore della beffa, di aver ricevuto, proprio questo pomeriggio, la coppa del mondo vinta quest'anno. Il giorno nero dell'Italscherma è stato completato dall'uscita di scena della sciabolatrice napoletana Gioia Marzocca, bronzo iridato a La Havana e numero sei della classifica mondiale. Anche per lei il torneo olimpico si è fermato agli ottavi, dove ha trovato l'azera Yemajeva che l'ha fermata con un netto 15-6. L'eliminazione del carabiniere milanese chiude un anno nero per la spada italiana. Il flop di Atene è stato preceduto dalla mancata ammissione alle olimpiadi della squadra degli spadisti, oro a Sidney e prima ancora ad Atlanta. Colpa anche delle regole di ammissione al torneo olimpico, che per fare spazio alle rappresentative di tutti i continenti hanno ridotto all'osso i posti per l'Europa. Ma la realtà è che la squadra italiana, con tutto il suo palmares, si è fatta mettere in riga da formazioni meno accreditate. Questi due ultimi giorni del torneo olimpico sono stati piuttosto deludenti per la scherma italiana. Ieri l'oro sfuggito al fiorettista Salvatore Sanzo, oggi l'uscita di scena di Rota. Ma la spedizione azzurra ha ancora tre begli assi da calare: domani salgono in pedana le regine del fioretto Valentina Vezzali e Giovanni Trillini, dopodomani ci sarà la squadra della sciabola guidata dallo scatenato Aldo Montano, e sabato torneranno i fiorettisti azzurri Sanzo, Cassarà e Vanni per la prova a squadre. La scherma azzurra si affida a loro per continuare la caccia all'oro.
Marco Dell'Omo

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