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Strage a Baghdad nella zona commerciale e nell'ora di punta

BAGHDAD - Nella popolare via al Rashid, al centro della parte vecchia di Baghdad, oggi c'è stata una ennesima strage. La guerriglia ha sparato un singolo colpo di mortaio, ma la distruzione è stata tale che le autorità avevano in un primo momento annunciato l'esplosione di una autobomba.
Il colpo si è abbattuto verso le 11:30, l'ora in cui c'è la maggiore affluenza di gente impegnata a fare acquisti tra i mille negozi e bancarelle della zona. Almeno sette persone, tra cui una donna e due bambini, sono morte all'istante, mentre altre 40 sono rimaste ferite. «Abbiamo pensato che si trattasse di un'autobomba, perchè un intero edificio è stato fortemente danneggiato, ma gli esperti di balistica hanno poi concluso che si è trattato di colpi di mortaio», ha spiegato in seguito il colonnello Adnan Abdel Rahman, portavoce del ministero dell'interno.
Un minibus e sette auto sono state completamente distrutte. Le vetrine di numerosi modesti negozi sono andate in frantumi, così come le finestre degli edifici circostanti. Con ogni probabilità l'obiettivo dell'attacco era un posto di polizia che sorge a non più di 200 metri da dove è caduto il colpo e che ha subito invece solo lievi danni. «Sono tre giorni che tentano di colpirlo. Sparano dall'altra parte del fiume», ha detto all'Ansa un uomo di 38 anni, Hussein Ali, che due ore dopo l'attacco era ancora seduto in terra, ferito ad un braccio, accanto ad una pozza di sangue. «Anche due giorni fa hanno sparato un colpo di mortaio che però è andato a cadere laggiù, sull'ex ministero della difesa», un grande edificio saccheggiato subito dopo la guerra e ora abitato da decine di sfollati.
Walid Fuad, 67 anni, barbiere, ha visto morire il suo amico Nazer, un lustrascarpe di 42 anni, e suo figlio Ali. «Erano sul marciapiede come ogni giorno. Sono stati massacrati dalle schegge. Anche tre miei clienti sono rimasti feriti dai frantumi della vetrina», ha raccontato mentre puliva i detriti nel suo negozio, una poltiglia di vetri, calcinacci e sangue.
Poco distante, una giovane donna, Hamah Kermi, vestita di nero, non riusciva a fermare le lacrime. Non è rimasta ferita, ma ha perso la sua unica fonte di guadagno: una bancarella per la vendita di ortaggi. «Era meglio se colpivano anche me. Ora non ho più lavoro. Non ho il denaro per comprare un nuovo carretto e la merce da mettere in vendita. Ci vorrebbero almeno 200 dollari». Un capitale per gran parte degli avventori della via al Rashid.
Shermin Nour Aldeen

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