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Rapimento giornalista - Il comando italiano: non lo abbiamo cacciato dalla nostra base

ROMA - Il giornalista americano Micah Garen, che risulta essere stato rapito a Nassiriya, «non è stato allontanato da Camp Mittica, base degli italiani che lo ospitava fin da giugno». Lo precisa il portavoce del Comando del contingente italiano in Iraq, capitano Ettore Sarli.
In precedenza, il direttore del Dipartimento di archeologia cittadino, Abdel Amir al Hamdani, aveva riferito all' Afp che i militari italiani lo avevano cacciato via dalla base perchè aveva scattato delle foto durante gli scontri di qualche giorno fa che mostravano un' autoambulanza mitragliata dagli italiani con tre persone morte. Il comando non ha ancora notizie certe sul sequestro: il tutto è nato da una telefonata della polizia locale ai carabinieri dell' Msu (Multinational specialized unit) che riferiva della sparizione dell' interprete del museo di Nassiriya, che faceva da guida al giornalista. Si è quindi presunto che anche di Garen si fossero perse le tracce.
«Il giornalista - racconta il portavoce - è stato da noi fino all' 11 agosto, quando ha riconsegnato il tesserino per l' accesso alla base, dicendo che voleva andare a Baghdad. Era arrivato a giugno, perchè stava da solo con la fidanzata in un hotel di Nassiriya e, sentendosi minacciato, ci ha chiesto ufficialmente ospitalità tramite i carabinieri della Msu. Il comando ha accettato la richiesta e lo ha ospitato fino a pochi giorni fa».
Il capitano Sarli precisa che «in questi mesi il giornalista non è stato sempre a Camp Mittica. Di solito andava via la mattina presto con l' interprete e un mezzo civile e tornava la sera tardi; a volte non tornava proprio e dormiva altrove per qualche giorno. E' partito il 29 luglio insieme alla fidanzata ed è tornato da solo il 2 agosto. E' quindi rimasto fino all' 11 e non è assolutamente stato mandato via. Andava su è giù da Baghdad: più volte abbiamo avvertito i giornalisti che era pericoloso avventurarsi senza scorta, ma non possiamo obbligarli a rientrare alla base».
Quanto alle polemiche sulle foto e sul filmato che mostravano un' autoambulanza che sarebbe stata colpita dagli italiani provocando alcuni morti civili, per Sarli si trattava di un filmato «assolutamente inverosimile e da parte nostra non c' è stato alcun malumore nei confronti di Garen».
Ora, ha concluso, «faremo indagini nella nostra zona su questo presunto rapimento, verificheremo con la polizia locale, ma la strada da qui a Baghdad è molto lunga e pericolosa: non sappiamo dove possa essere avvenuto il rapimento».

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