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Petrolio - Esperti: così bolletta da 3mld in più per l'Italia

ROMA - La bolletta petrolifera italiana per il 2004 sarà più molto cara del previsto. Sulla spinta del caro-greggio a fine anno il "conto" per i consumi di greggio nazionale rischia di gonfiarsi di ben 3 miliardi, arrivando alla quota record di 18 miliardi di euro. La stima è di Alberto Clò, ex ministro dell'Industria e tra i maggiori esperti di energia. A giudizio di Clò con il petrolio che ha toccato i 46 dollari al barile a New York e promette di polverizzare nuovi record, «il rischio concreto è di spendere 3 miliardi di euro in più per gli approvvigionamenti, con indubbie ripercussioni sui prezzi di elettricità e gas».
Anche l'Unione Petrolifera prevede stime al rialzo. Per Pasquale De Vita, presidente dell'associazione che raggruppa le compagnie petrolifere, alle attuali quotazioni, la bolletta del greggio viaggia ormai verso i 17 miliardi di euro per il 2004, contro una stima di 15,9. In giugno, quando il greggio valeva intorno ai 39 dollari al barile contro i 46 di oggi, l'Up aveva previsto un incremento di circa 1 miliardo di euro rispetto al 2003. Lo scorso anno il conto era stato di 15 miliardi di euro, nel 2002 si erano toccati i 15,5 miliardi di euro, nel 2001 16 miliardi e ben 18,65 nel 2000.
IN AUMENTO ANCHE IL "CONTO" PER ACQUISTI ENERGIA
A frenare l'impennata della fattura petrolifera, a partire dal 2003, afferma l'Up «h stato di grande aiuto l'apprezzamento dell'euro». Infatti, sottolinea il presidente De Vita «se il rapporto di cambio col dollaro fosse rimasto ad 1 contro 1, l'anno scorso la fattura petrolifera sarebbe stata piy elevata di 2 miliardi di euro». Quest'anno la quota di esborso evitata potrebbe ammontare a circa 1,7 miliardi di euro, naturalmente con un cambio euro/dollaro stazionario agli attuali livelli (1,20).
Ma nel 2004 è destinata a salire anche la bolletta energetica che comprende anche voci quali l'elettricità, carbone, gas e altri combustibili oltre al petrolio. «Nell'ipotesi di invarianza dei fattori influenti (dollaro e quotazioni petrolifere, che costituiscono il riferimento di aggancio per le altre fonti), la fattura salirebbe a 27,8 miliardi di euro, con un incremento globale di circa 1,3 miliardi di euro, sia per effetto di prezzi piy elevati per tutte le fonti che a seguito dei maggiori consumi di gas».

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