Giovedì 13 Dicembre 2018 | 11:24

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Argento nel tiro a volo per Giuseppe Pellielo, una vita sul podio

agente della polizia penitenziaria, nato l'11 gennaio 1970 a Vercelli, ha una bacheca stracolma di altre medaglie d'oro. «Dedico questo medaglia d'argento a chi non mi vuole bene, così imparerà ad amarmi. Poi la dedico alla mia famiglia, alla mia ragazza e a tutto il mondo del tiro»
ATENE - L'italiano Giuseppe Pellielo ha conquistato la medaglia d'argento nel tiro a volo, specialità Fossa. Il titolo olimpico è andato al russo Alexei Alipov, la medaglia di bronzo all'australiano Adam Vella.
Dal bronzo di Sydney all'argento di Atene: Giovanni Pellielo fa ancora un passo verso l'oro olimpico, che potrebbe arrivare a Pechino fra quattro anni - ha lasciato intendere subito dopo la difficile finale.
Ma questo agente della polizia penitenziaria, nato l'11 gennaio 1970 a Vercelli, ha una bacheca stracolma di altre medaglie d'oro. Ai mondiali ne ha conquistate tre individuali (negli anni 95, 97, e 98), e cinque di squadra; agli europei tre individuali e otto di squadra. Sono cinque, poi, le Coppe del mondo da lui vinte (16 gli ori nelle varie tappe della competizione). La collezione di trofei si completa con la vittoria ai Giochi del Mediterraneo di Bari (1997), e sei titoli italiani.
Fa parte del gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, è celibe e molto religioso. Fra gli altri sport predilige il tennis, il tennistavolo e il calcio. Il suo hobby è la pesca. Spara con fucili Beretta.

«Dedico questo medaglia d'argento a chi non mi vuole bene, così imparerà ad amarmi. Poi la dedico alla mia famiglia, alla mia ragazza e a tutto il mondo del tiro». Queste le prime parole del religiosissimo Giovanni Pellielo, dopo aver vinto la medaglia d'argento olimpica nella fossa.
«Quattro anni fa a Sidney - continua Pellielo - vinsi il bronzo, qui ho preso l'argento. La prossima volta a Pechino conquisterò la medaglia più importante. Comunque quella di oggi è stata una finale difficilissima a casa del vento».

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