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Oro nel ciclismo grazie ad un «salto del Grillo»

Atene 2004, oro nel ciclismo a Bettini ATENE - Il primo giorno di Atene 2004 diventa l'Olimpiade dei livornesi. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il cacciatore di classiche Paolo Bettini da Cecina oggi si sono soltanto sfiorati, «ma ha detto che mi avrebbe visto in televisione, quindi gli dedico questo successo». Gli auguri dal vivo il Presidente li ha fatti allo sciabolatore Montano, con il «Grillo» c'era stato semplicemente uno scambio di messaggi beneauguranti e reciproci complimenti. Hanno portato bene, perchè Bettini dopo una corsa suggestiva all'ombra del Partenone adesso è sul gradino più alto del podio, con le lacrime agli occhi. Ma sono lacrime motivate: Bettini ha aperto l'età dell'oro azzurra a queste Olimpiadi, che la delegazione italiana spera sia più lunga possibile. E' sua, infatti, la prima medaglia preziosa italiana di Atene 2004.
Il corridore toscano è salito sul podio con la corona d'ulivo in testa; curioso per lui, che tra l'altro fa anche il produttore di olio.
Alla sua sinistra uno che sembra perfino più felice, è Merckx, però Axel, un figlio che almeno per un giorno, pur arrivando terzo, riesce a sentirsi importante come il padre, e dopo la premiazione si fa sommergere dagli abbracci dei tifosi belgi mentre mormora «ditemi che non sto sognando».
Bettini voleva fortissimamente prendersi questa medaglia d'oro «che ti fa entrare nella storia», e ce l'ha fatta, sopportando bene il peso del pronostico, grazie anche a un gioco di squadra perfetto. Al di là del suo scatto bruciante sulla collina del Licabetto a un giro e mezzo dalla fine, a premiarlo è stata la tattica indovinata dall'inizio alla fine dalla squadra diretta dal ct Franco Ballerini, stratega che ha avuto il grande merito di non sbagliare la scelta dei cinque uomini che servivano per far vincere all'Italia il primo oro azzurro di questo Olimpiade ateniese. Pozzato, Nardello, Paolini, Moreni: è sembrato di rivedere l'Italia super che nel Mondiale di Zolder fece trionfare Re Leone Cipollini.

Ma questa è Olimpiadi, e allora è stato ancor più suggestivo vedere Bettini in testa all'ultimo passaggio sotto al Partenone, e poi sfrecciare sul traguardo e stravincere, centravanti di sfondamento ad onta del fisico da Grillo. Gli altri quattro hanno interpretato al meglio il ruolo di mediani, che recuperano e vanno a tappare i buchi, e poi a riprendere perfino ciclisti venezuelani (Etxebarria e Chacon) desiderosi di qualche secondo di gloria. Gli azzurri hanno marcato stretti tedeschi, olandesi e americani, chiunque tentasse di tirare in testa al gruppo, impedendo così ad avversari pericolosi come McEwen, Ullrich e Vinokourov di riportarsi su Bettini, quando se n'è andato assieme al 24enne Sergio Paulinho, campione nazionale del Portogallo.
Nel caldo soffocante di un'Atene semideserta si è invece squagliata la Spagna, che avrebbe voluto arpionare l'oro con il suo tridente: fuori il campione del mondo Astarloa appena quattro minuti dopo il via, per una rovinosa caduta senza gravi conseguenze, ritirato anche l'ex iridato Oscar Freire. Soltanto Valverde, alla fine 47/o, è riuscito ad arrivare fino in fondo e quindi a non affondare nel naufragio generale. Scoppiato anche il vincitore dell'ultima Parigi-Roubaix, lo svedese Backstedt, andando subito in fuga, rimasto da solo in testa per la prima ora di corsa ma poi costretto a scendere dalla bicicletta.
Lì davanti a Bettini è riuscito a resistere soltanto Paulinho, espressione malinconica, ma che in corsa si è messo a pedalare come un matto quando ha capito che aveva a disposizione l'occasione della vita. Ha dato regolarmente i cambi, ha anche resistito al vincitore annunciato quando questi, all'ultimo giro, ha tentato di staccarlo con uno scatto nello stesso punto in salita dove alla tornata precedente era cominciata la fuga decisiva. La volata è stata all'inizio una surplace da ciclismo su pista, poi Bettini ha imposto la legge del più forte. Paulinho non se l'è presa più di tanto «perchè questo è il più bel giorno della mia vita e Bettini è un fuoriclasse».
Comincia quindi bene l'Olimpiade azzurra, con il suo primo oro da quando nel ciclismo su strada corrono i professionisti, l'ultimo a farcela era stato, da dilettante, il povero Casartelli a Barcellona, e prima di lui aveva trionfato Vianelli nell'altura e l'aria inquinata di Città del Messico. E' la favola dell'Italia del pedale che riprende anche ai Giochi, di una passione che non è mai finita perché sul vialone d'arrivo di questa gara dei Giochi, trattenuti da transenne messe davanti a un negozio di animali, uno di scarpe e un venditore di kebab, c'erano più tifosi azzurri che greci e tanti tricolori che sventolavano, per la felicità del Presidente Ciampi, da oggi anche portafortuna degli italiani.
Alessandro Castellani

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