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Premiato da Teheran il campione judoca che non vuole gareggiare contro un israeliano

ATENE - Lui, due volte campione del mondo, ha dichiarato ufficialmente di non voler disputare il primo incontro alle Olimpiadi di Atene per la sua categoria (fino a 66 chili), perché il sorteggio lo ha opposto a un israeliano, Ehud Vaks. Il suo presidente federale, Mohammed Derakhshan, ha sconfessato il suo atleta, Arash Miresmaeili, annunciando che gareggerà comunque. Da Teheran, invece, il rifiuto ha suscitato lodi e addirittura la promessa di un premio in denaro.
«Siamo venuti ad Atene per partecipare a gare sportive e non per fare politica. La nazionalità degli avversari di Israele non è importante»: questo il commento del portavoce israeliano Yaron Michaeli, che afferma di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali sulla gara di domani.
Miresmaeili, 23 anni, due volte campione del mondo, quinto a Sydney e portabandiera della delegazione iraniana nella cerimonia inaugurale di ieri, sostiene di essere pronto al ritiro. Un funzionario dell'Unione Judo Asiatica ha chiarito che l'atleta non vuole saperne di incontrare un israeliano. Dal 1979, data della Rivoluzione islamica, l'Iran non riconosce il diritto all'esistenza dello stato di Israele e sostiene apertamente la causa palestinese. E il giovane atleta ha affermato di non voler incontrare Vaks per «solidarietà con le sofferenze del popolo palestinese».
Ma il gesto dimostrativo di Miresmaeili potrebbe essere vanificato dalla decisione superiore della sua Federazione nazionale, che in giornata ha moltiplicato gli incontri con le autorità olimpiche e quelle del judo internazionale. «Arash Miresmaili combatterà» ha dichiarato sicuro di sè Mohammed Derakhshan, presidente della Federazione iraniana judo. Ma tutto è affidato a consultazioni e negoziati che fino all'ultimo minuto si svolgeranno ad Atene.
Da Teheran, invece, è giunto all'atleta fedele alla causa anti-israeliana un sostegno morale e materiale: Ali Kaffashian, vicepresidente dell'organizzazione sportiva nazionale, ha contraddetto apertamente il responsabile del judo affermando di adoperarsi in queste ore «affinché all'atleta venga versato il premio che spetta ai campioni olimpici», la somma di un miliardo di rials, pari a 94.000 euro. Lo stesso Kaffashian ha ricordato che il suo paese riponeva grandi speranza di una medaglia d'oro nel ventitreenne judoka, dopo che l'anno scorso Miresmaeili è riuscito, in Giappone, a conservare il titolo di campione del mondo della sua categoria. Se 94.000 euro sono un premio non indifferente, l'alto riconoscimento del presidente del parlamento iraniano, il conservatore Gholam Ali Hadad Adel, conferisce all'azione di Miresmaeili un patrocinio politico autorevole: «mi rallegro per questa decisione coraggiosa - ha dichiarato alla radio di stato di Teheran l'alto dirigente del paese - stia tranquillo che un'eliminazione in nome delle sue convinzioni islamiche e umanitarie le garantirà un posto nel cuore di tutti gli iraniani e di tutti coloro che, nel mondo, amano la libertà».

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