Domenica 16 Dicembre 2018 | 11:16

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In Venezuela tra gli italiani che vogliono farsi sentire

CARACAS - Composta da quasi 300.000 membri e da più o meno due milioni di oriundi, la comunità italiana in Venezuela si distingue per il suo forte attaccamento alla terra d'origine, uguale o forse anche superiore a quello degli italiani d'Argentina.
Molti degli italiani di Caracas hanno partecipato negli ultimi anni intensamente agli sforzi del Coordinamento democratico di opposizione di estromettere dal potere il presidente Hugo Chavez, anche se non mancano esempi di italiani sostenitori del «chavismo», spesso però non legati alla comunità in quanto tale.
Naturalmente il nucleo principale è nella capitale venezuelana, ma l'emigrazione direttamente dall'Italia o dopo un passaggio in altre nazioni d' America Latina, si è distribuita su tutto il territorio venezuelano, ed in altre grandi città come Maracaibo (dove il sindaco Gian Carlo Di Martino è figlio di abruzzesi) e Puerto Ordaz. In quest'ultima località, tanto per dare una dimensione al problema, il «Centro Italo» è il più grande del paese.
Presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas esiste un elenco di 38 circoli italiani in tutto il territorio venezuelano, dove vengono mantenute e coltivate le tradizioni culturali e culinarie delle regioni d'origine.
Cominciata sporadicamente alla fine del 19/o secolo, l'emigrazione italiana è continuata culminando in una ultima ondata esauritasi soltanto durante i recenti anni '70. Per decenni, la grande ricchezza del Paese e la scalata economica e sociale realizzata da molti esponenti italiani (edilizia, trasporti, piccola e media industria, turismo), ha fatto sì che una grande parte di essi abbandonasse la cittadinanza italiana, naturalizzandosi venezuelana. E questo spiega la grande differenza fra cittadini di passaporto e oriundi.
Negli anni scorsi, invece, con l'accentuarsi della crisi economica ed il progressivo invecchiamento della popolazione, molti emigrati hanno riscoperto la loro italianità per chiedere aiuti e sostegno economico alle autorità diplomatiche e consolari. Secondo Ugo Di Martino, presidente del Comites di Caracas, esisterebbero attualmente in città almeno 2.000 indigenti italiani.

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