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Baghdad - La preghiera diventa manifestazione pro-Saddam

BAGHDAD - La preghiera islamica del venerdì oggi a Baghdad è stata celebrata in un luogo insolito: la piazza davanti all'ingresso della Zona Internazionale dove sorgono i palazzi che un tempo erano di Saddam e che ora ospitano il governo ad interim. Vi hanno partecipato almeno 25 mila persone, ma più che un raduno religioso è stata una vera è propria manifestazione di protesta e di condanna del premier Iyad Allawi, nonchè un'occasione per arringare i sostenitori del leader sciita radicale Moqtada Sadr.
«Fedeli, soldati di Sadr, vi ordino di marciare su Najaf, a piedi», ha urlato alla folla lo sheikh Hazim al Araji, rappresentante a Baghdad del religioso ribelle. I manifestanti, sudati, sotto un sole impietoso e con una temperatura superiore ai 47 gradi, hanno riposto con un corale «Allah Akbar».
I fedeli si sono radunati nella grande piazza sin dalle prime ore della mattina. Sono giunti da tutti i quartieri sciiti della città, ma soprattutto dal grande e degradato sobborgo sciita di Sadr City. Erano per lo più giovani, ma c'erano anche anziani e qualche centinaio di donne, rigorosamente vestite di nero da capo a piedi. Tra di loro, molti collaboratori dell'ufficio di Sadr a Baghdad distribuivano volantini ingiuriosi verso il premier Allawi e il suo governo. I più diffusi affermano che «Allawi è uguale a gli Usa, a Saddam e a Israele». Oppure: «Allawi, codardo, agente degli Usa, come osi combattere la volontà dell'imam Ali».
L'imam Ali, sepolto nella sacra moschea di Najaf, è il nipote del profeta Maometto e il massimo punto di riferimento per gli sciiti di tutto il mondo.
I commenti dei manifestanti non erano del resto molto diversi. «Siamo venuti qui a piedi su istruzione del nostro leader Moqtada Sadr e rimarremo qui finchè lui lo vorrà, perchè lui è il salvatore della Patria, mentre gli americani sono il nuovo Satana», ha detto uno dei giovani più scalmanati, precisando di che il suo nome è Sani Hobeyer, di 17 anni: «lo scriva, perchè io non ho paura di nessuno».
Accanto a lui, un uomo anziano, Abdul Hussein, di 68 anni, ancora più determinato, ha affermato che «Allawi è peggio di Saddam. Ci siamo liberati di lui e ora cosa ci ritroviamo: solo caos. Allawi deve essere processato per crimini contro il popolo iracheno, e anche i suoi ministri della difesa e dell'interno, così come il governatore di Najaf che ha favorito il bagno di sangue voluto dagli americani. Allawi è ricercato dal popolo iracheno e anche la sua famiglia».
La manifestazione si è in fondo svolta pacificamente, ma il vicino posto di polizia ha sprangato le porte di ferro sin dalle prime luci del giorno, mentre agenti pesantemente armati erano schierati sul tetto dell'edificio.
In mezzo alla folla era impossibile vedere agenti delle forze di sicurezza. Solo alcuni di essi hanno mantenuto una presenza simbolica ai bordi della piazza, e anche loro avevano tra le mani delle foto-ritratto di Moqtada Sadr, chissà, forse come misura precauzionale.
Shermin Nour Aldeen

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