Lunedì 17 Dicembre 2018 | 01:52

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I nuovi gusti del turista: meno ristoranti, più sagre e formula «tutto incluso»

ROMA - Gli italiani e gli stranieri in vacanza cambiano «gusti» e abitudini e proprio questa sarebbe la causa della crisi dell'estate 2004. Il ristorante non va più di moda così come lo stabilimento balneare classico senza animazione.
Grande successo, invece, per l'aperitivo serale e le sagre paesane. Tra i giovani, poi, vince la vacanza in campeggio a contatto con la natura.
E' una ricerca della Fipe Confcommercio a far luce sui nuovi «gusti» del turista in giro per l'Italia. In particolare a Siena cala il consumo nei ristori, ma s'impenna quello degli aperitivi. Il coktail accompagnato da stuzzichini e snack di ogni genere sostituisce sempre più, con notevole risparmio, la cena fuori. Ma anche a Firenze è ormai tramontato il mito del ristorante. I turisti di oggi lo considerano «triste» e preferiscono idee nuove. Nel capoluogo toscano, per esempio, va molto di moda il genere etnico con la formula «tutto incluso».
Nelle città del Lazio, invece, torna la passione per i sapori regionali e tradizionali. A Roma sono molto frequentate le sagre, mentre a Viterbo c'è grande richiesta di zuppe e minestre della nonna e di locali con musica anni Settanta. Ma anche le preferenze del turista della riviera cambiano. Sulla costa romagnola di giorno gli stabilimenti devono attrezzarsi con animazioni, balli, musica, proprio come piccoli villaggi.
La sera poi, a Rimini e dintorni, zone un tempo rinomate per la «dolce vita» notturna nelle discoteche, vanno di moda i locali sulla spiaggia e i menù turistici.
Notte sulla spiaggia anche sul litorale laziale, dove gli stabilimenti si trasformano in discoteche all'aperto con musica a tutto volume. E nemmeno le classiche consumazioni di drink servono a risollevare il bilancio economico di questa estate: si preferisce l'acqua, infatti, alle bevande gassate, più costose. Anche in Sardegna il turista sta attento a non spendere. Persino il piatto unico, ideato negli anni passati per risparmiare, costa troppo. La gente guarda le vetrine senza comprare, preferisce mangiare a casa e consuma fuori solo acqua.
Il Salento, poi, è sempre più frequentato da vacanzieri giovani tra i 19 e i 30 anni, con pochi soldi, che ripiegano sulle vacanze in campeggio e a contatto con la natura. Nemmeno i turisti stranieri risollevano le sorti della stagione 2004.
Di tedeschi quest'anno se ne sono visti pochi - precisa la Fipe - forse per la crisi economica della Germania. I giapponesi insieme agli spagnoli, invece, sembrano ormai stanchi delle città d'arte e preferiscono le economiche passeggiate tra i sentieri delle montagne.

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