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Terrorismo - Venezia sotto osservazione ma non blindata

VENEZIA - Non blindata, ma sotto una lente di costante controllo delle forze dell'ordine e di attività di intelligence. Così si presenta Venezia - al pari delle altre città d'arte del Veneto - su cui è particolarmente concentrato lo sforzo dei servizi di sicurezza in vista di Ferragosto.
«Venezia è una città museo - fa presente il questore della città lagunare, Salvatore Presenti, in merito a possibili problemi legati ad attività terroristiche - e sono molti i luoghi da tutelare. A questo si aggiungono le innumerevoli attività culturali che avranno un crescendo nelle prime settimane di settembre».
Nonostante sia così aumentata la soglia di attenzione in questo periodo la città, avverte Presenti, «non sarà blindata. Sono solo aumentati i controlli che già c' erano, ed anche ad un certo livello». Quindi più visibilità di investigatori, ma anche «attività di intelligence per sapere se ci sono avvisaglie di pericolo. Ma a Venezia - assicura Presenti - tutto è tranquillo, per il momento».
I cosiddetti "obiettivi sensibili" sono migliaia nel Veneto. Per quelli che sono sotto gli occhi di tutti e meta continua di persone, per questioni di turismo o mobilità, il controllo sarà palese con uomini delle forze dell'ordine in divisa. Sotto questo capitolo vanno compresi gli aeroporti - Venezia e Verona in testa - le stazioni ferroviarie, i musei, lo scalo portuale veneziano (merci e passeggeri), l'area di porto Marghera, le basi militari e alcune industrie. per quanto riguarda Venezia, nell'area di Piazza San Marco e del Ghetto già da giorni è stata notata una presenza ancora più visibile di personale delle forze dell'ordine, con un conseguente aumento dei controlli, anche se fin dai primi momenti successivi all'11 setembre 2001 l'attenzione e la vigilanza è stata sempre ai massimi livelli. Per tutti gli altri possibili obiettivi considerati «a rischio», ma in un qualche modo ritenuti meno «sensibili», l'attività ispettiva sarà invece discreta, ma continua a garantire sempre un livello di sicurezza al grado massimo.
In azione ci sono molti investigatori anche in abiti civili, mischiati tra i turisti e la gente, pronti ad intervenire o a segnalare eventuali pericoli. «Si stanno attuando - ricorda Presenti - tutte le disposizioni impartite dal Ministero degli interni e del Capo della polizia».
A garantire la sicurezza sono impegnate sul campo tutte le forze dell'ordine, senza alcuna esclusione: carabinieri, Guardia di Finanza e polizia; «con la collaborazione, almeno a Venezia, - ha spiegato Presenti - della Polizia municipale e degli istituti di vigilanza. Chiediamo - rileva il Questore - la collaborazione anche dei cittadini che non si devono preoccupare se poi sarà un falso allarme». Un aspetto, quest'ultimo, che in questi mesi ha portato a numerose segnalazioni di possibili pericoli, spesso legati a pacchi incustoditi, che però non hanno avuto fortunamtamente seguito.
Il lavoro delle tre forze dell'ordine sarà coeso e «non ci saranno duplicazioni per evitare zone d'ombra. Ognuno gestirà una propria area, rimanendo in continuo e stretto rapporto tra loro». Anche la Capitaneria di corpo come l'esercito sono chiamati a fare il loro compito e così come i primi concorrono a presidiare le coste venete, i militari presidiano obiettivi come il Petrolchimico di Marghera o l'aeroporto. Permane costante il divieto di sorvolo su Venezia e rimangono inalterate le misure di sicurezza e prevenzione attuate subito dopo l'11 di settembre. Sul fronte della sicurezza aerea, anche nei giorni caldi di metà agosto non verra meno l'allerta ai massimi livelli nei reparti dell'aviazione con piloti di caccia pronti a decollare in caso di un benchè minimo segnale di allarme.

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