Venerdì 14 Dicembre 2018 | 04:19

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Mottola, la «Spia dello Jonio», in provincia di Taranto

Mottola è a 387 metri sul livello del mare domina sul golfo di Taranto e, in buone condizioni di visibilità, la vista spazia sino alla Basilicata ed alla Calabria. Il paese merita ben più di una puntata frettolosa che non lascia traccia, specie se la visita è fatta sbirciando dai finestrini dell'auto.
I motivi di richiamo sono soprattutto i villaggi rupestri di Petruscio, di San Vito, di San Sebastiano, di Le Grotte, di San Gregorio, di Burgensatico e di Casalrotto (VII e VIII sec. d.C.) con alcune tempere su intonaco spento (e non affreschi come erroneamente vengono ancora chiamati ) di fattura bizantina e poi con influenze benedettino - normanne.
Petruscio è una delle perle di quella zona compresa tra Ginosa, Grottaglie, Laterza, Massafra, e Statte dove maggiormente si è sviluppata nel Medioevo la civiltà del «vivere in rupe». Le case grotta, le stalle, le basiliche sono in ambienti naturali di straordinaria bellezza anche quando ha aspetti piuttosto orridi. La gravina, gola carsica, scavata nel corso di millenni dal fiume Patemisco, oggi ridotto a rigagnolo, ha pareti a picco, dove a stento si arrampicano le capre e la macchia mediterranea è impenetrabile se non a volpi, tassi , bisce ed agli uccelli rapaci e no. Per visitare le grotte di Petruscio, vi sono sentieri di facile accesso percorrendo i quali tornerete indietro nel tempo, al XII secolo ad una civiltà rupestre dovuta al fiorire di prospere comunità monastiche benedettine cui si aggregarono popolazioni indigene dedite alla pastorizia ed all'agricoltura. Alcune case nella roccia, disposte a «grattacielo», incapsulate l'una nell'altra tanto da far pensare che nel medioevo, fossero in comune tra più famiglie. Al villaggio di Petruscio ancor oggi si accede scendendo per una ripida scalinata scavata nel tufo calcarenite o «carpàro» e ci può avvalere di guide specializzate.
A Casalrotto (solo tre chilometri da Pertruscio) i santuari rupestri più belli: San Cesario, Sant'Apollinare, San Nicola, Santa Margherita e Sant'Angelo. Quest'ultimo è il tempio ipogeo, con annesso monastero, più suggestivo disposto com'è su due piani, Anche le altre chiese rupestri sono generose di effigi di Vergini e di Santi . Quella di San Nicola, oggetto di culto da parte di pellegrini e Crociati in partenza per la Palestina, ha tante pitture parietali da essere stata definita la «Cappella Sistina» della civiltà rupestre.
Per infornazioni e per le visite ai villaggi rupestri : Centro Comunale di ricezione turistica del Comune di Mottola tel. 099-8866928.

Vittorio Stagnani

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