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In Usa arresti in moschea

NEW YORK - Dopo l'Europa, anche in America le moschee diventano lo scenario della guerra al terrorismo. Un raid dell'Fbi in un centro di culto islamico nello stato di New York ha riportato l'attenzione sul pericolo dei lanciamissili da spalla: un imam e un imprenditore musulmano sono finiti in manette con l'accusa di aver collaborato a un complotto per acquistare una delle potenti armi, che avrebbe dovuto essere utilizzata per assassinare l'ambasciatore del Pakistan all'Onu.
In realtà tutto lo scenario è fittizio, un lanciamissili usato come campione era di proprietà del governo americano e l'ambasciatore pachistano non ha mai corso alcun pericolo.
L'operazione infatti è il frutto di una messa in scena dell'Fbi. Un suo informatore si è finto un intermediario pronto a procurare lanciamissili e i due uomini sono caduti nella trappola, anche se i metodi scelti dal Bureau hanno sollevato perplessità. Gli arrestati sarebbero legati all'organizzazione Ansar al Islam, attiva in Iraq e affiliata al gruppo del superlatitante Abu Musab al Zarqawi. L'Fbi sembra aver fatto di tutto per trovare un modo per farli finire in cella.
Il raid notturno nella moschea di Albany - che ricorda operazioni in luoghi di culto islamici eseguite in passato a Londra, in Italia e in altre parti d'Europa ma è insolito negli Usa - è l'epilogo di un'inchiesta che durava da oltre un anno.
Ma gli arresti sono arrivati in un momento in cui i nervi dell'America sono tesissimi sul fronte della lotta al terrorismo.
Da giorni è in vigore uno stato di massima allerta per il rischio che Al Qaida stia per colpire istituzioni finanziarie negli Usa. A Chicago, nelle stesse ore dell'operazione di Albany, è finito in manette un uomo di 66 anni accusato di preparare un camion-bomba per far saltare il tribunale della città (ma era un progetto da dilettanti, nel quale non sembra esserci lo zampino di alcun gruppo terrorista). A Buffalo e in New Jersey sono scattate perquisizioni, dall'esito incerto, legate all'inchiesta sugli attentati all'antrace del 2001.
Per essere pronta al peggio, l'America continua anche a organizzare esercitazioni con scenari da brivido, come quella che coinvolge in questi giorni centinaia di persone per due giorni a Los Angeles, dove è stata simulata l'esplosione di un ordigno radioattivo nel porto della città.
I due uomini arrestati ad Albany, la capitale dello stato di New York, non hanno niente a che fare con l'allerta di questi giorni. Yassin Aref, 34 anni, imam della moschea Masjid As-Salam e Mohammed Hossain, 49 anni, uno dei fondatori della moschea e proprietario della locale pizzeria 'Little Italy', sono caduti nella rete preparata per loro dall'Fbi da mesi.
«Questa vicenda - ha detto James Comey, il viceministro della Giustizia - mostra il nostro impegno a infiltrare e far venire alla luce coloro che cercano di danneggiarci. Speriamo che gli arresti odierni provochino un momento di pausa a tutti coloro che stanno considerando di ricorrere al terrorismo o che li facciano sospettare che uno dei loro complici sia in realtà un nostro agente».
In effetti, l'intera vicenda sembra costruita più per mandare un messaggio ai terroristi, che per sventare un pericolo vero e proprio. Un informatore del Bureau si è finto un terrorista del gruppo Jaish-e-Mohammed, un'organizzazione estremista pachistana e ha contattato Hossain dicendo di essere in grado di importare armi ed esplosivi dalla Cina da utilizzare per attentati negli Usa. Hossain - stando alle accuse - si è detto interessato all'attività dell'uomo ed ha accettato di riciclare 50 mila dollari necessari per un'operazione nel corso della quale sarebbe stato acquistato un lanciamissili. L'arma, nello scenario fittizio creato dall'Fbi, doveva servire per uccidere l'ambasciatore del Pakistan a New York, come ritorsione per l'aiuto che il governo di Islamabad offre agli Usa nella guerra al terrore. Hossain e Aref, secondo l'Fbi, hanno accettato di aiutare a finanziare l'idea e sono finiti nei guai.
Gli agenti hanno fatto irruzione nella moschea nel corso della notte tra mercoledì e giovedì e hanno arrestato i due uomini, provocando le proteste della comunità islamica locale per la violazione del luogo di culto (che è stato chiuso).
L'area a nord dello stato già in passato era stato al centro di operazioni antiterrorismo, come l'arresto alla periferia di Buffalo di sei yemeniti poi condannati per essere stati seguaci di Al Qaida. Anche il lanciamissili è comparso più volte nelle inchieste antiterrorismo e nei timori dell'amministrazione Bush: lo scorso novembre un commerciante di armi fu arrestato in New Jersey per aver cercato di vendere un oggetto del genere a un agente dell'Fbi sotto copertura. Al Qaida ha utilizzato lanciamissili SA-7 nel novembre 2002 in Kenya per cercare di abbattere un aereo di linea israeliano.
Marco Bardazzi

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