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Sport - Pallavolo Stessa squadra o quasi, nuovo ct, ma con lo stesso obiettivo che ha attraversato il decennio d'oro della pallavolo azzurra: l'oro olimpico. Non è un ossessione, si intende, ma per l'Italia che ha vinto tre mondiali consecutivi, cinque europei, otto World League il sigillo a cinque cerchi è davvero l'ultimo tassello da inserire in un palmares che ha pochi confronti.
Fallite le chances di Barcellona, mancata l'occasionissima di Atlanta (fu argento) entrambe sotto la guida di Velasco, centrato il podio (bronzo) a Sydney con Andrea Anastasi, adesso tocca a Giampaolo Montali, allenatore vincente nei club ma all'esordio olimpico, cercare di fare il colpaccio.
Non è impresa facile in una disciplina che da quando fu inventata nel 1895 dall'americano William Morgan di strada ne ha fatta davvero tanta. Anche in Europa, dove è arrivato durante la prima guerra mondiale e diventato disciplina olimpica a Tokyo '64: con la scomparsa del cambio palla e l'ingresso del rally point system, il volley è diventato più veloce e basato sulla potenza.
Ad Atene il gioco nato come compromesso tra il basket e il tennis avrà una collocazione prestigiosa: le partite si svolgeranno infatti nello stadio della Pace e dell'amicizia, che ha una capienza di 8.823 posti.
L'Italia, inserita nel gruppo B avrà sulla sua strada la solita Olanda, nemica storica negli anni '90, rimasta una buona squadra, ma non più nel gruppo delle top. Del girone fanno parte Australia, Russia, Stati Uniti e Brasile. Nel gruppo A Tunisia, Argentina, Serbia/Montenegro, Polonia, Francia e Grecia.
Un girone difficile per gli azzurri, che devono piazzarsi tra le prime quattro squadre per accedere ai quarti di finale. Il Brasile è la nazionale da battere: i sudamericani, che hanno appena vinto la World League battendo in finale a Roma proprio la nazionale di Montali, da due anni non hanno perso quasi mai. Sulla carta l'oro sembrerebbe già assegnato, ma l'Italia, che avrà il suo zoccolo duro negli uomini storici come Andrea Giani, Samuele Papi, Andrea Sartoretti e i volti più giovani in Valerio Vermiglio, Damiano Pippi e Alberto Cisolla, è una delle favorite: con Russia, Serbia, Usa e Francia si giocherà un posto sul podio.
Con l'arrivo di Montali il gioco degli azzurri è cambiato molto: nel muro e nella difesa la squadra ha fatto un grosso salto di qualità. Si comincia il 15 contro gli Stati Uniti.
Missione da compiere anche per la nazionale femminile, che deve riscattare la semplice comparsa fatta a Sydney dalla squadra guidata allora da Angiolino Frigoni con un'uscita nei gironi eliminatori. In realtà il riscatto è arrivato, anche se non a cinque cerchi, solo due anni dopo i Giochi australiani con la conquista del titolo mondiale dell'Italia passata nelle mani di Marco Bonitta.
Le campionesse del mondo, che dovranno fare a meno ancora una volta di Maurizia Cacciatori, costretta al forfait per un problema ai tendini dopo che aveva festeggiato il suo ritorno in azzurro da due anni di esilio dalla nazionale, avrà in Elisa Togut il punto di riferimento. La schiacciatrice azzurra, rientrata dopo un lungo stop per un infortunio, è stata la trascinatrice al titolo iridato e ora torna a guidare la squadra verso un traguardo ancora più ambizioso. Il gruppo è collaudato, con la capitana Manuela Leggeri, Francesca Piccinini, Eleonora Lo Bianco e innesti che il ct ha provato nelle fasi di preparazione.
La missione non è facile, ma di certo nemmeno impossibile: l'Italia nel girone A avrà le padrone di casa della Grecia, Giappone, Brasile, Kenya e Corea del Sud. Evitate Russia e Cuba, avversarie ostiche, inserite nel gruppo B con Cina, Repubblica Dominicana, Germania e Usa. L'Italia c'è, e torna a inseguire la schiacciata vincente che vale la storia.

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