Venerdì 14 Dicembre 2018 | 00:10

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Ciclismo su strada e mountain bike

Sport - Ciclismo su strada Da quando anche nel ciclismo i professionisti possono andare alle Olimpiadi nelle gare su strada l'Italia non ha più vinto medaglie. E' quindi tempo di invertire il trend, ed è questa la priorità che si è dato il ct degli azzurri Franco Ballerini: stavolta servono risultati.
Così il Ballero, l'uomo che conquistò la Parigi-Roubaix, ha dovuto fare le sue scelte con un occhio ad Atene e l'altro ai Mondiali in ottobre a Verona, traguardo che per l'Italia dovrà per forza essere ricco di gloria.
Per i Giochi Ballerini puntava molto su Petacchi, visto il tracciato della gara olimpica, ma le condizioni attuali del re delle volate ne hanno sconsigliato la convocazione. Come punto di riferimento per le sue scelte il ct ha preso il Tour de France, competizione in cui hanno fatto molto bene i due tedeschi Ullrich (già campione olimpico a Sydney nella prova su strada, e argento nella cronometro) e Kloeden, ora decisi a finire sul podio ateniese. Il vincitore della Grand Boucle, Lance Armstrong, ha invece rinunciato all'appuntamento ateniese, perchè desideroso di concedersi una vacanza con i suoi figli. «Ho considerato il Tour - spiega Ballerini - come il banco di prova ideale per formare la nazionale per le Olimpiadi». Il ct non tiene conto delle polemiche provocate dai recenti successi dei due esclusi eccellenti: Davide Rebellin al Giro di Sassonia e di Danilo di Luca al Brixia Tour.
«La prova in linea delle Olimpiadi - spiega Ballerini - è in programma sabato 14 agosto, quindi un atleta reduce dal Tour mi offre in un appuntamento ravvicinato quelle garanzie di tenuta in un clima torrido che altri difficilmente avrebbero potuto avere nelle gambe. La verità è che a luglio il nostro calendario di prove è poco funzionale ai Giochi».
Ballerini non nasconde che le sue scelte gli hanno provocato dei problemi, perché hanno creato degli scontenti. «A Di Luca - spiega - è stato imposto di non gareggiare al Tour dagli organizzatori e questo lo ha penalizzato. Ma, più in generale, scegliere un numero di atleti così esiguo e comunicarne i nomi un mese prima dei Giochi è un meccanismo da rivedere». Per il ct sarebbe preferibile definire l'organico olimpico una decina di giorni prima della gara e aumentare i posti riservati alla squadra azzurra: «Ad Atene sono iscritti 145 corridori in rappresentanza di 42 paesi: anche per le nazioni forti la rappresentatività è esigua. Ho cercato di creare un gruppo preferendolo a uno schieramento a più punte come invece farà la Spagna (Astarloa e Freire hanno entrambi giurato di vincere in Grecia ndr)».
Al blocco del Tour formato da Bettini, Paolini, Pozzato e Nardello per Atene 2004 Ballerini ha aggiunto il campione italiano Moreni: «Cristian è un elemento duttile - così il ct spiega la sua scelta - ed è utile in appoggio. In più è capace di giocarsi le sue chances personali. La vittoria tricolore in una giornata caldissima mi dà garanzie col clima di Atene». A Ballerini rimane il rammarico dell'infortunio di Petacchi al Tour: «In un probabile arrivo olimpico a ranghi ristretti - dice il ct - avrebbe potuto puntare al bersaglio grosso».
Detto del capitolo strada, le due ruote potrebbero riservare le soddisfazioni più grosse all'Italia grazie alla mountain bike, dove la bicampionessa olimpica Paola Pezzo, tornata a ottimi livelli dopo la maternità, cercherà il tris nella gara femminile, impresa storica ma anche alla sua portata.
In campo maschile ci saranno Marco Bui e Martino Fruet. Per le prove in pista Azzurra ha qualificato soltanto due atleti, con speranze di podio quasi nulle: Angelo Ciccone e Vera Carrara. Tra le donne ci sarà anche la francese Jeannie Longo, che a 46 anni disputerà la sua 6/a Olimpiade. Assente invece Antonella Bellutti, che cercava, come la Pezzo, il suo terzo oro olimpico consecutivo e, con questo scopo preciso era tornata all'agonismo dopo aver fatto perfino il ct della squadra femminile: non ha però ottenuto la qualificazione, e i Giochi li vivrà solo come spettatrice.

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